Focus Efficienza Energetica

06.02.2015
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Con i Termostati intelligenti un risparmio annuo fino a 145 dollari, parola di Google

Secondo uno studio commissionato da Nest, i termostati intelligenti consentirebbero un risparmio fino a 145 dollari l’anno.
Cosa distingue un termostato intelligente da un normale cronotermostato? Non si tratta solo di controllo remoto e app da installare in uno smartphone, ma piuttosto di un sistema che sia in grado di imparare le abitudini degli utenti e regolare consumi e temperature per offrire sempre il massimo comfort ambientale, con il massimo risparmio.

Ma c’è un altro aspetto importante: quello della visualizzazione semplice ed immediata dei consumi, per rendere più consapevoli gli utenti e dunque “incoraggiarli” al risparmio energetico ed economico.

Tutto questo, secondo l’americana Nest, vale dai 131 ai 145 dollari l’anno. L’azienda, recentemente acquisita da Google per 3,2 miliardi di dollari, ha infatti presentato tre studi, effettuati su tre tipologie diverse di impianti domestici, dimostrando come, a fronte di una spesa contenuta (circa 200 dollari), sia possibile ridurre in modo significativo i consumi, aumentando al contempo il comfort all’interno della casa.

Il termostato intelligente di Nest è progettato per imparare e ricordare le temperature preferite dall’utente, nei diversi periodi dell’anno, creare una programmazione personalizzata per ogni abitazione, e spegnersi automaticamente quando non c’è nessuno in casa.

“Abbiamo sempre saputo che i nostri termostati aiutano le persone a risparmiare energia - ha spiegato Ben Bixby, General Manager di Nest - abbiamo adesso a disposizione tre studi, effettuati da organismi indipendenti, che dimostrano a quanto può ammontare questo risparmio. Con questa informazione speriamo che le persone siano più incentivate ad investire in uno dei nostri termostati”.

In effetti il prezzo non è molto alto e si ripaga in meno di due anni. Anche se, bisogna sottolinearlo, i termostati Nest sono pensati per tipologie abitative e impiantistiche - quelle americane - completamente diverse da quelle italiane.

Tanto che i tecnici dell’azienda stanno attualmente studiando come poter adattare lo Smart Meter anche ai mercati europei, dove il sistema più diffuso per il riscaldamento e la climatizzazione è quello idronico, che mal si sposa con questi termostati.

L’Europa vuole infatti incentivare queste tecnologie intelligenti, che rientrano a pieno nei programmi di riduzione dei consumi e delle emissioni promosse dall’Unione (Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica).

In Italia purtroppo siamo ancora un po’ indietro rispetto agli altri, anche se il parlamento ha già approvato la delibera 102/2014, che all’articolo 9 da largo spazio proprio ai sistemi di misurazione e regolazione della temperatura, pur senza le specifiche tecniche, demandate al MiSE, ma ancora non pubblicate.

Vedremo quindi come si comporterà Google nel vecchio continente, se deciderà di lanciare i suoi Smart Meter anche in Italia e quando.