Focus Enti e Associazioni

19.07.2012
Questo articolo ha più di 3 anni

ANIMA: serve un piano straordinario sicurezza gas per 22 milioni di impianti

19/07/2012 - Gli impianti domestici alimentati a gas, in Italia, sono in condizioni disastrose: secondo i dati AEEG, riferiti al 2011, su circa 21.600 unità, circa il 91% non è a norma e addirittura il 4,5% è potenzialmente pericoloso. 7 milioni di caldaie sarebbero addirittura ante marcatura CE e tanti milioni di componenti e dispositivi completamente inadeguati e obsoleti.

ANIMA, federazione della meccanica, in occasione della consultazione pubblica avviata dall’Autorità per l’Energia e il Gas, si è confrontata su questo tema con un ricco parterre di politici, imprenditori e altri operatori della filiera, come Anigas e Confartigianato manutentori.

Le abitazioni italiane sono quasi tutte dotate di impianti termici per il riscaldamento invernale, ma le tipologie di impianto variano notevolmente (fonte CRESME): gli impianti più diffusi risultano le caldaie autonome (51,9%), seguiti dagli impianti centralizzati (25,1%). L’insieme di sistemi di riscaldamento diversi dalle caldaie, che comprendono pompe di calore, teleriscaldamento, riscaldamento a biomasse etc. arriva al 23% del totale.

Il combustibile più diffuso è il metano (48,9%), mentre i liquidi (GPL, gasolio o altri olii) rappresentano il 29,4%, i combustibili solidi come legna o pellet il 14,5% e l’energia elettrica appena il 6,0% (pompe di calore, stufe, radiatori elettrici e pannelli radianti).

Secondo il presidente Sandro Bonomi, è necessario introdurre nel nostro paese un “Piano Nazionale sulla Sicurezza Gas”, che coniughi un adeguamento normativo a dei vincoli sull’efficienza degli impianti. “Tale iniziativa permetterebbe di rinnovare, secondo canoni di efficienza energetica, il parco degli impianti installati, migliorare la qualità della misurazione dell’utilizzo della risorsa gas, attraverso strumentazione di ultima generazione in grado di comunicare tempestivamente il livello dei consumi ai cittadini e ai gestori, incrementare ancora di più la qualità del già ottimo sistema di trasporto del gas, assicurando bandi di gara in cui il servizio post vendita della componentistica sia valutato più importante del prezzo d’acquisto del componente stesso per favorire la velocità nella risoluzione delle interruzioni di erogazione - conclude il Presidente Bonomi - Interventi come questi vanno organizzati, programmati e seguiti in modo da consentire i migliori benefici per le famiglie, il sistema energetico nazionale, le industrie presenti in Italia e la filiera sul territorio”.

L’iniziativa si inserirebbe nel più ampio contesto del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28, che promuove l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili per la climatizzazione degli edifici e potrebbe favorire il raggiungimento degli obbiettivi, contribuendo anche allo sviluppo della filiera delle rinnovabili termiche, che in Italia vanta diverse eccellenze, orientate però più all’export che al mercato interno. La precondizione essenziale per raggiungere quegli obbiettivi, ovviamente, è partire da un rinnovo e un miglioramento degli impianti.

ANIMA e le sue associazioni (Assotermica, AVR, Acism, Ucrs) avanzano dunque la proposta di un piano straordinario di accertamenti sugli impianti a gas esistenti, “con una delibera i cui dettami siano scaglionati nel tempo e la conseguente messa a norma di quelli più vecchi”, un provvedimento di questo tipo, secondo ANIMA, “metterebbe in sicurezza l’ingente parco installato e porterebbe evidenti benefici per tutta la filiera”.

 

Vedi anche la nostra intervista a Sandro Bonomi, presidente di ANIMA.