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16.02.2012
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ANIMA: il settore della meccanica evidenzia ancora una sostanziale tenuta

16/02/2012 – Sulla base dell’indagine congiunturale relativa al IV trimestre 2011 elaborata dall’Ufficio Studi di ANIMA – Federazione delle Associazioni Nazionali dell’industria Meccanica Varia ed Affine su un campione di circa 400 aziende ha evidenziato per il settore della meccanica una sostanziale tenuta grazie all’export che si mantiene forte nonostante la crisi mondiale.

FATTURATO – Risulta in aumento per il 40% delle aziende, stabile per il 36% e in diminuzione per il 24% delle stesse. Facendo un confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso si registra un miglioramento per il 39% degli intervistati, un peggioramento per il 33% e una stabilità per il 28% con un aumento particolare segnato dall’export (+48%).
Le previsioni per il primo trimestre 2012 sono all’insegna della stabilità, più del 50% del campione ritiene che non ci sarà un incremento del fatturato.

ORDINI – Rispetto al terzo trimestre 2011 la situazione è abbastanza stabile con un aumento degli ordini per il 37%, stabili per il 28% e in diminuzione per il 29% del campione.

settore termoidraulica

OCCUPAZIONE – Il 79% delle aziende non prevede particolari variazioni relative all’occupazione con un esiguo margine di miglioramento per le assunzioni (11%) e sarà altrettanto limitata la percentuale delle perdite di occupazione (12%).

L’indice di fiducia che nonostante la crisi risultava in crescita fino all’estate 2011, risulta in diminuzione per il prossimo periodo a causa del peggioramento del mercato interno.

settore termoidraulica

Il Presidente di ANIMA, Sandro Bonomi, ha osservato: “In una situazione complessa e drammatica com’è quella che stiamo vivendo mi sembra di poter individuare ancora una volta per il settore della meccanica, a differenza di altri, qualche elemento positivo in più. L’export infatti ci mantiene competitivi  e reattivi sui mercati esteri mentre sul fronte del mercato interno ci troviamo in una posizione di debolezza, penalizzati, oltre che da una domanda piatta, dalla stretta creditizia e da un tasso di disoccupazione in aumento. Una variabile preoccupante, ma comprensibile in un contesto di recessione, è il  crollo di fiducia anche da parte di quelle aziende che finora erano riuscite a mantenere una visione ottimistica almeno per il lungo termine.”

 

Fonte: ANIMA