Focus Efficienza Energetica

03.09.2020

Addio alla Classe A+++, come cambiano le etichette energetiche

L’UE ha operato un riscalaggio al sistema di etichette energetiche che riporterà le classi da A a G
Dopo 16 anni di ‘attività’ le etichette energetiche si rifanno il look, lo ha annunciato la Commissione Europea.
Ci siamo abituati a vederle e a consultarle per conoscere, con un solo sguardo, il livello di efficienza energetica degli apparecchi elettrici che acquistiamo; le etichette energetiche, nate nel 1994, ha avuto un ruolo importante nella veicolazione del concetto di efficienza energetica al grande pubblico e nella diffusione di consapevolezza sull’importanza di ridurre i consumi di energia.

Oggi le etichette energetiche sono riconosciute dal 93% dei consumatori e, secondo le stime dell’Eurobarometro, il 79% dei consumatori ne tiene conto in occasione dell’acquisto di nuovi elettrodomestici. Una storia di successo che ha spinto alla creazione di altre famiglie di etichette, analoghe, descrittive di caratteristiche di edifici, automobili o prodotti alimentari.
 
In 16 anni, fortunatamente, il progresso tecnologico ha portato un miglioramento dell’efficienza energetica della maggioranza dei prodotti in commercio, al punto che quelli che nel 1994 rientravano nelle classi G o E sono completamente scomparsi (così come anche le classi), mentre la classe energetica A non è più stata sufficiente, tanto che sono state progressivamente aggiunte le categorie A+, A++ e A+++.

Il sistema però, soggetto all’evoluzione delle tecnologie e del mercato, richiede oggi una manutenzione, così da tornare ad essere intuitivo e in linea con l’offerta disponibile.

Tre anni fa l’UE ha approvato il regolamento quadro Reg. UE 2017/1369 che aggiorna il sistema di etichettatura energetica e prevede un “riscalaggio”, riportando in attività solo le lettere da A a G.
A titolo esemplificativo, un elettrodomestico che oggi rientra nella Classe A+++, pur conservando tutte le sue ottime caratteristiche di efficienza energetica, rientrerà nella categoria C, mentre un prodotto che attualmente rientra nella classe A++ potrebbe trovarsi nella nuova categoria E. Una novità che, comprensibilmente, potrà creare confusione nell’utente finale, ma che si ritiene necessaria per poter stimolare le aziende a progredire verso standard di efficienza sempre più elevati.
 
Le prime etichette energetiche con la nuova classificazione saranno obbligatorie dal 1 marzo 2021 per le lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi e display elettronici, mentre per le lampade si attenderà il 1 settembre 2021. Sarà previsto un breve periodo di due settimane per la sostituzione delle vecchie etichette, ma in casi eccezionali le vecchie etichette potranno ancora vedersi nei negozi: è questo il caso di modelli di elettrodomestici non più in produzione.

Ma come riconoscere la nuova etichetta? Non dovrebbe essere difficile.
La scala ritorna ad essere da A a G, l’etichetta è più lineare e chiara, neutra dal punto di vista linguistico e interattiva, grazie a un QR code posizionato in alto a destra, dal quale si potrà accedere alle informazioni sul prodotto contenute nel registro europeo delle etichette energetiche (EPREL).
A seconda del prodotto, l’etichetta potrà anche contenere delle icone descrittive di dettaglio, come ad il livello di rumorosità o la capacità del prodotto.

Per via del riscalaggio che è stato attuato, nessun prodotto sarà compreso nella classe A, pochissimi faranno parte della classe B e pochi saranno compresi nella classe C, così da stimolare l’evoluzione efficiente degli elettrodomestici e posticipare quanto più possibile modifiche successive al sistema di etichettatura.