Focus Dal mondo

29.04.2016
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Accordo di Parigi sul Clima: l’aumento della temperatura al 2030 non deve superare 1,5°C

Firmato l'Accordo di Parigi sul Clima, è stato pubblicato il Climate Report dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile: Europa e Italia devono rivedere le proprie strategie in vista del 2030, riconsiderando i livelli di emissioni e la quota di rinnovabili.
L’Accordo di Parigi sul Clima stabilisce il contenimento dell’aumento della temperatura di 1,5°C, ben al di sotto dei 2°C stabiliti in precedenza. E l’Europa deve adeguarsi a questi obiettivi molto ambiziosi.
 
In seguito alla presentazione del Climate Report della Fondazione Sviluppo Sostenibile si è rilevato, infatti, che per mettere in atto a tutti gli effetti l’Accordo di Parigi è necessario che l’Europa aggiorni il pacchetto clima 2030 con target più ambiziosi. Il piano da attuare, infatti, richiederebbe entro il 2030 la riduzione delle emissioni del 50-55% rispetto al 1990, contro il 40% del pacchetto 2030 che corrispondeva al target dei 2°C, quindi anche un aumento dei target del 27% per le rinnovabili.
 
Mentre a livello globale le emissioni di gas serra sono rimaste sostanzialmente stabili nel 2014 e nel 2015, in Italia, dopo anni di calo (nel 2014 -20% rispetto al 1990), le emissioni sono aumentate del 2,5%.
 
Questo incremento davvero importante è dovuto principalmente alla crescita del PIL; alla diminuzione del prezzo del petrolio e del gas; all’incremento dei consumi energetici e al rallentamento delle politiche di efficienza energetica; all’estate molto calda e all’interruzione della crescita delle rinnovabili.
 
Dobbiamo ricordare che il nostro Paese tra il 2005 e il 2012 ha raggiunto ottimi risultati nello sviluppo delle rinnovabili con incentivi significativi, incrementando dall’8% al 16% il consumo nazionale e collocandosi tra i leader a livello mondiale in questi termini.
 
Negli ultimi tre anni, però, il quadro complessivo è peggiorato molto: le rinnovabili sono passate dal 16,7% nel 2013 al 17,3% nel 2015, con una crescita solo dello 0,2% all’anno ed è anche diminuita la quota di energia elettrica da rinnovabili, passando dal 43% al 38% tra il 2014 e il 2015.
 
Procedendo in questo modo, anche se ha già raggiunto l’obiettivo del 17% al 2020, l’Italia è ben lontana dall’obiettivo 27% nel 2030.
 
È indispensabile, dunque, che anche il nostro Paese definisca una nuova strategia energetica nazionale in vista del 2030: dovrebbe ridurre le emissioni di gas serra intorno al 50% rispetto al 1990, puntando a una riduzione dei consumi del 40% e a un raddoppio della quota di rinnovabili al 35% del consumo energetico finale.
 
Infine, il Climate Report indica una serie di misure necessarie all’attuazione dell’Accordo di Parigi sul Clima:
  • Introdurre una carbon tax;
  • Introdurre un sistema di carbon pricing per incentivare le rinnovabili senza pesare sulle bollette;
  • Rivalutare gli strumenti a sostegno dell’efficienza energetica a partire dalla riqualificazione degli edifici;
  • Attuare politiche per la mobilità sostenibile;
  • Prendere parte attiva nella lotta al cambiamento climatico dell’agricoltura;
  • Incentivare lo sviluppo di un’economia circolare;
  • Sostenere l’innovazione e la ricerca orientata alla green economy.