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13.05.2021

42,8 miliardi di dollari per il più grande parco eolico offshore al mondo. Paesi nordici? No, in Corea del Sud

Il parco eolico al largo del distretto di Shinan per ridurre le emissioni della Corea del Sud
Al largo della punta sud-occidentale della penisola in cui si trova la Corea del Sud, nel distretto di Shinan, sorgerà il parco eolico offshore più grande al mondo: 42,8 miliardi di dollari per 8,2 GW di potenza. È uno dei tanti progetti avviati dal governo sudcoreano per diventare un paese a emissioni zero entro il 2050. L’industria della Corea del Sud infatti è cresciuta ininterrottamente dagli anni ’60, e questo l’ha portata a diventare un paese “energivoro”, tra i primi dieci al mondo per consumo di energia, che qui viene prodotta per due terzi da combustibili fossili. L’energia rinnovabile in questo territorio conta pochissimo, come dimostra il fatto che nel 2019 ha rappresentato solo il 6,5% dell’energia complessivamente prodotta dal paese.

La Corea del Sud ha però deciso di puntare verso scelte più sostenibili, con il Green New Deal recentemente introdotto dal governo e con l’obiettivo del partito del presidente Moon Jae-in di arrivare a ottenere più del 20% dell’energia di cui il paese ha bisogno dalle fonti rinnovabili entro il 2030. La svolta green della Corea del Sud, guidata sicuramente da ottime intenzioni,  ha anche un altro intento. Il paese è dotato di scarsissime risorse energetiche e per importare combustibili fossili spende 73 miliardi di dollari all’anno, quindi alla volontà di ridurre le emissioni si aggiunge l’esigenza di tagliare i costi delle importazioni e di diventare un paese più energicamente indipendente.

Una sfida decisamente importante, perché le risorse idroelettriche disponibili sul territorio sono praticamente sfruttate al massimo, e il clima e la topografia dell’ambiente risultano inadatti alla creazione di grandi impianti eolici e solari onshore, quindi la Corea del Sud sta cercando altre vie per arrivare ai suoi obiettivi energetici e climatici.

In questo scenario il governo sudcoreano ha quindi visto nell’eolico offshore una buona prospettiva. In mare aperto il vento è abbastanza forte e veloce e inoltre c’è lo spazio per installare turbine più grandi ed efficienti rispetto a quelle onshore.

Una strategia che può funzionare, ma che incontra diversi ostacoli. Primo tra tutti l’opposizione dei residenti locali, preoccupati per la tutela del loro territorio, a cui il governo è già venuto incontro permettendo alla comunità di acquisire una quota pari al 30% nei progetti locali per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile. Un altro problema è il costo dell’energia eolica, che in Corea del Sud attualmente costa circa 220 dollari per MWh, un valore tra i più alti al mondo. Inoltre, gli ambiziosi progetti green avviati dal governo  sudcoreano si basano sul contributo di molte aziende private (per la realizzazione del parco eolico offshore al largo del distretto di Shinan sono coinvolte 20 imprese) e questo potrebbe portare a dei cambiamenti di piani nel corso del tempo, dovuti per esempio a questioni legate all’ottenimento di permessi e autorizzazioni o al calcolo dei vari costi. Il governo sudcoreano e tutti gli stakeholder coinvolti dovranno quindi riuscire a superare queste difficoltà per arrivare a realizzare il progetto.

Fino a poco tempo fa i paesi nordici dell’Unione  Europea hanno dominato l’industria mondiale dell’eolico offshore, grazie a generosi sussidi e incentivi messi a disposizione dai vari governi e per la conformazione del mare del nord che, stranamente, ha acque poco profonde.

Ma qualcosa sta cambiando. La Corea del Sud non è l’unico paese che sta puntando sull’energia eolica; l’anno scorso la Cina ha installato un numero record di turbine eoliche offshore, diventando leader mondiale per capacità eolica, e anche l’amministrazione del presidente Biden ha dichiarato che è intenzionata a puntare sull’eolico nella costa est degli Stati Uniti.

Le prospettive del mercato dell’energia eolica sono positive, come evidenziano le ricerche di BloombergNEF. L’anno scorso è stato raggiunto un record  a livello mondiale, con l’installazione di 96,3 GW di potenza da turbine eoliche.

Ma l’IEA, l’agenzia internazionale dell’energia, ha stimato che per raggiungere gli obiettivi degli Accordi di Parigi è necessario che vengano installati almeno 160 GW di potenza eolica all’anno entro il 2025. Una sfida certamente difficile, ma non impossibile.