Focus Efficienza Energetica
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27 impianti a nafta dividono il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
Mentre nel resto dell'Europa ci si adegua al principio del risparmio energetico in Valle d’Aosta si brucia ancora nafta per sfuggire al gelo delle montagne: il paradosso “energetico” riguarda la città di Aosta dove vi sono ancora 27 impianti di riscaldamento, autorizzati al funzionamento, che vengono alimentati a nafta.
Il caso, decisamente, non è nuovo, ma è stato rispolverato negli ultimi giorni grazie ad un’interrogazione in sede di Consiglio Regionale della consigliera del PD Carmela Fontana. Alla richiesta di delucidazioni sul futuro di questi impianti è stato risposto, dall’Assessore all’ambiente e al territorio Zublena, che la data limite prevista per la messa a norma dei 27 impianti, in merito alle emissioni in atmosfera, è stata prorogata dal 28 aprile all’1 settembre 2013: inoltre, visto l’esigui numero, le emissioni derivanti dall’utilizzo di nafta sarebbero “poco rilevanti”. Al fattore climatico si aggiunge poi quello economico, derivante dalle spese che i 27 utenti dovrebbero sostenere per modificare l’impianto di riscaldamento.
L’obiettivo dei proprietari interessati è quello di allacciarsi alla rete di teleriscaldamento che è in progetto ad Aosta e che sarà realizzata dalla società Telcha, controllata dall’italiana Cofely Italia, non prima del 2018.
Il progetto di teleriscaldamento servirà quasi tutta la città di Aosta e avrà uno sviluppo di 47 km: un piano importante ma non realizzabile in tempi brevi.
E ciò significherebbe che i 27 impianti di riscaldamento a nafta continuerebbero a funzionare ancora per un bel po’… Alla faccia del risparmio energetico!
Il caso, decisamente, non è nuovo, ma è stato rispolverato negli ultimi giorni grazie ad un’interrogazione in sede di Consiglio Regionale della consigliera del PD Carmela Fontana. Alla richiesta di delucidazioni sul futuro di questi impianti è stato risposto, dall’Assessore all’ambiente e al territorio Zublena, che la data limite prevista per la messa a norma dei 27 impianti, in merito alle emissioni in atmosfera, è stata prorogata dal 28 aprile all’1 settembre 2013: inoltre, visto l’esigui numero, le emissioni derivanti dall’utilizzo di nafta sarebbero “poco rilevanti”. Al fattore climatico si aggiunge poi quello economico, derivante dalle spese che i 27 utenti dovrebbero sostenere per modificare l’impianto di riscaldamento.
L’obiettivo dei proprietari interessati è quello di allacciarsi alla rete di teleriscaldamento che è in progetto ad Aosta e che sarà realizzata dalla società Telcha, controllata dall’italiana Cofely Italia, non prima del 2018.
Il progetto di teleriscaldamento servirà quasi tutta la città di Aosta e avrà uno sviluppo di 47 km: un piano importante ma non realizzabile in tempi brevi.
E ciò significherebbe che i 27 impianti di riscaldamento a nafta continuerebbero a funzionare ancora per un bel po’… Alla faccia del risparmio energetico!
