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Studio SVTC: Cina ai primi posti per qualità nella produzione FV
Nella classifica Solar-Scorecard-Ranking, la Silicon Valley Toxic Coalition ha inserito ai primi posti due aziende cinesi produttrici di pannelli fotovoltaici per l'impegno dimostrato verso l'ecosostenibilità.
La Silicon Valley Toxic Coalition (SVTC), società californiana di ricerca e promozione di una coscienza ambientale, ha condotto uno studio sulla virtuosità di varie aziende produttrici di pannelli fotovoltaici stilando una classifica, Solar-Scorecard-Ranking, che mostra due aziende cinesi ai primi posti. STVC sfata in questo modo il luogo comune che vede la Cina come la patria dello sfruttamento dei lavoratori e dell’utilizzo di materiali di bassa qualità, o addirittura nocivi, per ottenere costi inferiori.
In questo report, le aziende monitorate devono soddisfare diversi parametri, tra i quali le politiche ambientali, per la salute, per i diritti dei lavoratori, per la trasparenza nel riportare le emissioni inquinanti, per il ciclo di smaltimento dei prodotti e l’impegno a ridurre l’uso di sostanze chimiche. La classifica viene stilata in base ai punti accumulati da ciascuna azienda, fino ad arrivare ad un massimo di 100, per spingere i produttori a migliorare le loro prestazioni, diminuendo la nocività e l’impatto ambientale dei prodotti.
Secondo STVC, le prime due posizioni appartengono a due giganti cinesi nel settore del fotovoltaico, Trina Solar (al primo posto per il secondo anno consecutivo) e Yingli Green Energy, rispettivamente con un punteggio di 77 e 75 su 100. L’americana SunPower e la cinese Upsolar occupano la terza e la quarta posizione, mentre le aziende europee sono relegate dal quinto posto in poi. Tra queste, la tedesca Solarworld e la norvegese REC, che hanno perso posizioni a causa dell’impiego di minerali raccolti in zone di conflitto e dell’utilizzo nei loro pannelli di sostanze nocive.
Ad ogni modo, nonostante Trina e Yingli abbiano guadagnato le prime posizioni, lo stesso non è successo per altre compagnie asiatiche che, come Suntech, LDK, China Sunergy e altre, hanno ottenuto posizioni deludenti.
In questo report, le aziende monitorate devono soddisfare diversi parametri, tra i quali le politiche ambientali, per la salute, per i diritti dei lavoratori, per la trasparenza nel riportare le emissioni inquinanti, per il ciclo di smaltimento dei prodotti e l’impegno a ridurre l’uso di sostanze chimiche. La classifica viene stilata in base ai punti accumulati da ciascuna azienda, fino ad arrivare ad un massimo di 100, per spingere i produttori a migliorare le loro prestazioni, diminuendo la nocività e l’impatto ambientale dei prodotti.
Secondo STVC, le prime due posizioni appartengono a due giganti cinesi nel settore del fotovoltaico, Trina Solar (al primo posto per il secondo anno consecutivo) e Yingli Green Energy, rispettivamente con un punteggio di 77 e 75 su 100. L’americana SunPower e la cinese Upsolar occupano la terza e la quarta posizione, mentre le aziende europee sono relegate dal quinto posto in poi. Tra queste, la tedesca Solarworld e la norvegese REC, che hanno perso posizioni a causa dell’impiego di minerali raccolti in zone di conflitto e dell’utilizzo nei loro pannelli di sostanze nocive.
Ad ogni modo, nonostante Trina e Yingli abbiano guadagnato le prime posizioni, lo stesso non è successo per altre compagnie asiatiche che, come Suntech, LDK, China Sunergy e altre, hanno ottenuto posizioni deludenti.
