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Tecnologie Emergenti per la climatizzazione e la generazione di energia

Intervista

Microcogenerazione: ci aspettiamo un boom nei prossimi anni, perché è una tecnologia versatile, conveniente e pulita

Intervista ad Alessandro Casale,

AD Gruppo Asja

Asja, leader italiano nella produzione di Energia elettrica da fonti rinnovabili, è attiva nel trading di energia pulita e di Certificati Verdi e, attraverso asjaGen, produce e commercializza microcogeneratori ad alta efficienza, progettati per la produzione di energia elettrica e calore con un unico combustibile.
In questa interessante intervista con l’Amministratore Delegato del Gruppo Asja Alessandro Casale affrontiamo dunque i temi della microcogenerazione, con uno sguardo alla storia di queste tecnologie, ma soprattutto al loro futuro.


Gli aspetti da affrontare per il raggiungimento di un maggior risparmio energetico sono sostanzialmente due: l’utilizzo di fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico. Secondo il suo parere, quale dev’essere il rapporto tra gli investimenti in questi due campi? Sembra quasi che l’orientamento di questi ultimi anni si sia concentrato sull’utilizzo delle FER, lasciando un po’ in disparte il risparmio energetico che si avrebbe utilizzando determinate soluzioni o efficientando il parco impianti esistente…


«Se non si partiva con le FER, cosa che fortunatamente è avvenuta, avremmo fatto efficienza energetica con l’energia fossile, l’energia ‘sporca’.
Ho trovato quindi corretto, sotto un profilo temporale, che gli sforzi si siano riversati inizialmente sulla produzione di energia pulita e successivamente, come sta accadendo ora, su una cultura legata all’efficientamento energetico. Quindi ben venga questo forte impulso alla produzione di energia pulita, che speriamo non decresca, perché in questo modo faremo efficientamento energetico con l’energia pulita».

La tecnologia della cogenerazione esiste da diversi anni - prova ne è anche il vostro Totem, che è l’aggiornamento di un prototipo sviluppato dalla FIAT negli anni ’70 – eppure ha cominciato a diffondersi solo di recente, soprattutto in ambito agricolo, mentre l’impiego nel residenziale e nel terziario appartiene ancora ad una nicchia molto ristretta, secondo lei come mai?

«Nel passato, probabilmente, era una grande idea che però non vedeva ancora pronto il mercato.
Provi a pensare, ad esempio, a venticinque anni fa, quando non esisteva ancora l’euro, si inquinava moltissimo, il carbone ancora imperava e un tema come quello del risparmio energetico era completamente sconosciuto. Poi però sono aumentati i costi dei combustibili fossili e le tecnologie sono migliorate su questa spinta: lo stesso microcogeneratore ai tempi era sicuramente molto diverso dall’idea che abbiamo oggi. I motori che montiamo oggi hanno un grado di efficienza, di rumorosità, e di consumi che non sono neanche lontanamente paragonabili alla tecnologia degli anni ‘80.
La mia risposta, quindi, è duplice: da una parte il mercato era profondamente immaturo e dall’altra la tecnologia non era pronta.
Trent’anni fa a Milano non si respirava, le centrali erano a carbone, le caldaie erano vecchie, parlare di microcogenerazione all’epoca sarebbe stato come parlare di WhatsApp: non esisteva nemmeno il telefonino» (...)


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