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Ventilazione meccanica controllata e qualità dell'aria negli edifici

A cura di: Natale Botti, COLLOM IAQ Engineer, Responsabile Tecnico Commerciale Indoor Ambiente Srl

La Qualità dell’aria negli Edifici: normativa, certificazioni e soluzioni

Rischi per la salute e corretta manutenzione dei sistemi aeraulici

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La qualità dell’aria negli ambienti chiusi (IAQ - Indoor Air Quality) è un argomento che suscita in Italia e nel mondo preoccupazione sempre crescente, che scaturisce dalla consapevolezza dagli alti rischi ad essa connessi per la salute degli occupanti, siano essi lavoratori sul luogo di lavoro, degenti in strutture sanitarie, ospiti in edifici alberghieri o di pubblico spettacolo, utenti in centri commerciali o edifici pubblici, passeggeri di navi treni o aerei. Tutto questo ha portato alla definizione di una precisa normativa che disciplina la corretta gestione della attività di manutenzione riguardante la pulizia, bonifica e sanificazione dei componenti aeraulici relativi agli impianti di climatizzazione.

La cosiddetta “Sindrome dell’edificio malato” è ormai nota a tutti come la causa principale di malessere, scarso rendimento e perdita di concentrazione, diffusione di batteri, muffe funghi, malattie, virus influenzali e patologie che possono diventare anche letali in ambienti critici come le strutture ospedaliere o in soggetti con basse difese immunitarie.

La scarsa e inadeguata manutenzione igienico-sanitaria di un impianto di ventilazione o di condizionamento è la causa principale che determina le condizioni all’origine di tali fattori di pericolosità sociale, oltre a causare un deterioramento precoce e irreversibile dei materiali e delle apparecchiature ormai di elevato livello tecnologico e quindi costosissime.

La climatizzazione consiste nel controllo simultaneo e interdipendente di quattro condizioni ambientali fondamentali: la temperatura, l’umidità, il movimento e la qualità dell’aria. Mentre i primi tre elementi sono attinenti alla manutenzione elettromeccanica dell’impianto, la qualità dell’aria (IAQ ovvero Indoor Air Quality) impatta direttamente sulla salute degli occupanti e rientra nella gestione igienico sanitaria dei sistemi di climatizzazione.

• La funzione di un impianto di climatizzazione a ventilazione meccanica è di garantire una corretta qualità dell’aria negli ambienti chiusi ed è determinata dal processo di purificazione e filtrazione dell’aria che si attua all’interno di un macchinario denominato UTA Unità di Trattamento dell’Aria, all’interno del quale sono installati opportuni filtri, in grado di eliminare gli odori e di trattenere alcune sostanze presenti, molto spesso inquinanti. Requisito fondamentale di un impianto di trattamento dell’aria, quindi, è la presenza di un sistema di filtrazione efficiente e ben mantenuto.

Un sistema aeraulico in cattive condizioni igieniche genera due principali pericoli di contaminazione dell’aria interna:

• Il pericolo di contaminazione chimica, dovuto all’accumulo nei vari componenti di particelle inquinanti esterne introdotte dalla presa dell’aria esterna di rinnovo e da inquinanti interne attraverso il circuito di ripresa. Tali particelle inquinanti hanno principalmente la connotazione di polveri sottili (PM10 e PM15: inferiori a 10 micron e 15 micron) con presenza tipologica solfuro di carbonio, monossido di carbonio, acido solforico, biossido di zolfo, biossido di azoto, ozono, Contaminanti Volanti Organici (VOC quali benzene, toluene, etilbenzene, xilene etc.)

• Il pericolo di contaminazione microbiologica, è provocato dalla proliferazione all’interno delle UTA e delle canalizzazioni di microrganismi animali (batteri e virus) e vegetali (muffe e lieviti). In particolare, i principali agenti microbiologici potenzialmente patogeni rilevati rilevati nell’aria distribuita da impianti aeraulici sono:
  • Batteri: Staphilococcus Aureus, Pseudomonas Aeruginosa, Legionella Pneumophila, Legionella Gormani, Streptococcus Hemolyticus, etc.
  • Virus: Rhinovirus, Virus influenzali A e B, Virus parainfluenzali, Coronavirus, Adenovirus.
  • Miceti: Aspergillus, Cephalosporium, Cladosporium, Fusarium, Streptomyces, Tricoderma, Saccharomices, et.

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