Gli speciali

Lo status quo delle fonti rinnovabili in Italia

A cura di: Maurizio Cudicio

I trend di utilizzo delle Fonti Rinnovabili in Italia

I principali dati di utilizzo delle fonti rinnovabili in Italia e un’analisi sommaria delle ragioni che determinano i trend attuali

Cosa trovi in questo articolo
  • Le fonti rinnovabili in Italia: i dati raccolti al 2018
  • Le FER in Italia: aspettative per il futuro
Il GSE, Gestore Servizi Energetici, è l’Ente nazionale preposto al monitoraggio statistico dello sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, affidate al GSE dall’articolo 40 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28
Lo stesso GSE provvede all’emissione di specifici documenti con i quali condivide le informazioni sull’andamento ed i trend inerenti lo sfruttamento delle energie da fonti rinnovabili, che consentono ai tecnici e ai cittadini di comprendere il livello in cui queste fonti sono sfruttate nel nostro Paese.
 

Le fonti rinnovabili in Italia: i dati raccolti al 2018


Per quanto riguarda il settore elettrico, a fine 2018 risultava una potenza da FER lorda installata pari a circa 54,3 GW con un aumento del 2% rispetto al 2017 anche grazie ad una maggiore diffusione sul territorio nazionale di impianti eolici e di impianti fotovoltaici. Questo aumento di potenza è dipeso direttamente dall’installazione di impianti eolici  per 499 MW e di impianti fotovoltaici per 425 MW.
L’idroelettrico è il principale sistema adottato per la produzione di energia elettrica da FER e copre da solo il 43% della produzione di energia elettrica, seguito poi dal fotovoltaico, cui spetta il 20% e in cascata bioenergie, eolica e geotermica a cui spettano rispettivamente il 17%, il 15% e il 5%.

Fonte: per potenza e produzione effettiva: GSE per la fonte solare, Terna per le altre fonti; per produzione da Direttiva 2009/28/CE: elaborazioni GSE su dati Terna e GSE.
(*) Produzioni idrica ed eolica normalizzate; contabilizzato il biometano e i soli bioliquidi sostenibili.
(**) La voce comprende la frazione biodegradabile dei rifiuti solidi urbani.
(***) La produzione da biometano immesso nella rete del gas naturale, calcolata in base all’incidenza del biometano rispetto ai consumi di gas naturale per generazione elettrica, è conteggiata ai soli fini del monitoraggio della Direttiva 2009/28/CE.


Per quanto riguarda il settore termico, è stato riscontrato che nel 2018 il 19,2% dei consumi energetici del settore della climatizzazione invernale sono stati coperti mediante l’utilizzo delle fonti rinnovabili.
I consumi complessivi di energia termica da FER sono pari a 10,66 Mtep così suddivisi:
  • 9,71 Mtep sono consumi diretti di fonti rinnovabili sfruttate attraverso l’uso di caldaie individuali, stufe, camini, pannelli solari, pompe di calore, impianti di sfruttamento del calore geotermico;
  • 0,95 Mtep sono consumi di calore derivato ad esempio attraverso sistemi di teleriscaldamento alimentati da biomasse
Per quanto concerne il riscaldamento domestico la fonte rinnovabile maggiormente sfruttata risulta essere la biomassa solida, soprattutto del tipo legnoso e, in ultima istanza, in ambito domestico hanno poi trovato ampia applicazione le pompe di calore, tecnologie che hanno trovato enorme diffusione soprattutto grazie al perfetto abbinamento con gli impianti radianti a bassa temperatura.

Fonte: GSE; per gli impianti di cogenerazione: elaborazioni GSE su dati Terna
(*) I consumi della quota di biometano immesso nella rete del gas naturale attribuiti al settore Termico (proporzionalmente ai consumi di gas naturale) sono conteggiati solo ai fini del monitoraggio degli obiettivi fissati dalla Direttiva 2009/28/CE.
(**) Ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Direttiva 2009/28/CE può essere contabilizzata la sola energia fornita da pompe di calore con un Seasonal Performance Factor - SPF superiore a 2,5 (si veda la Decisione 2013/114/UE).

Da ultimo, merita un piccolo accenno anche il settore dei trasporti, a sua volta molto interessato all’evoluzione delle fonti rinnovabili in Italia e in Europa, dal momento che i trasporti, dopo il riscaldamento, sono una tra le maggiori cause di inquinamento atmosferico.
Negli ultimi anni l’introduzione e l’utilizzo di biocarburanti tra cui biodiesel e benzine bio hanno permesso un aumento dell’uso di FER del +17,9% rispetto al 2017, quantificati applicando i criteri di calcolo fissati dalla Direttiva 2009/28/CE, così come modificata dalla direttiva ILUC.
 

Le FER in Italia: aspettative per il futuro

 
L’andamento delle FER nel corso degli anni ha avuto andamenti altalenanti: per alcuni settori è stata registrata una flessione, mentre per gli altri, mediamente, è stata riscontrata una certa stabilità. Ciò lascia presagire un’evoluzione futura in linea con questo trend di sfruttamento ed incentivazione nello sfruttamento delle energie rinnovabili, come si può osservare dai grafici seguenti prodotti dal GSE.



Si evidenzia un buon affidamento alle fonti rinnovabili, anche se non si possono notare picchi positivi di sorta. L’energia eolica, tra quelle considerate, è la fonte rinnovabile che ha visto un incremento più consistente della potenza installata, anche grazie alla recente installazione di parchi eolici nel Paese. La ricerca in questo specifico ambito energetico spinge inoltre a trovare soluzioni efficienti per la progettazione di grandi impianti offshore, di cui si inizia a sentir parlare sempre più spesso e che sembra potrebbero a breve trovare applicazione nelle vicinanze delle coste del nostro Sud d’Italia.
 
In applicazione della Direttiva 2009/28/CE, che definisce i criteri di calcolo previsti per il monitoraggio degli obiettivi UE sulle FER al 2020 (normalizzazione delle produzioni idroelettrica ed eolica, contabilizzazione dei soli bioliquidi e biocarburanti sostenibili, ecc.), si può prevedere una flessione del -1,8% nello sfruttamento delle FER nel 2020, calcolato in rapporto al 2018 sui Consumi Finali Lordi, a causa della riduzione degli impieghi di biomassa solida per riscaldamento nel settore termico e alla minore produzione da pannelli solari fotovoltaici nel settore elettrico.

Va però osservato che l’introduzione del Superbonus, inerente la possibilità di agevolazioni fiscali al 110% definito dal Governo a seguito dell’emergenza COVID 19, che prevede l’incentivazione di interventi di efficientamento energetico degli edifici residenziali, potrebbe portare a risultati diversi rispetto alle previsioni. Di fatto, i Decreti emanati dal Governo e dal MISE, danno una buona opportunità all’aumento considerevole di installazione di pompe di calore e pannelli fotovoltaici, abbinata alla realizzazione di altri interventi trainanti che permettano il miglioramento di due classi energetiche dei fabbricati esistenti.