Focus Efficienza Energetica
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Rinnovabili: l'Estonia ha già raggiunto gli obiettivi europei al 2020
L'Eurostat ha diffuso i dati del 2011 sull'energia soddisfatta da fonti green: l'Italia raggiunge l'11,5% mentre la Norvegia primeggia con il 64,7%
Nel 2011 in Italia l‘11,5% dei consumi energetici è stato soddisfatto da fonti energetiche rinnovabili: a rivelarlo sono i dati diffusi ieri dall’Eurostat, secondo cui in Europa la media rinnovabile si attesta sul 13%.
A tagliare già il traguardo di quota rinnovabile del 25% entro il 2020 è stata invece l’Estonia che, con nove anni di anticipo, ha registrato ben 25,9% di energia soddisfatta da quote rinnovabili.
La quota rinnovabile italiana è a buon punto, se si considera che fino al 2004 era stabile al 4,9%, ma molto c’è ancora da fare in vista dell’obiettivo del 17% fissato per il 2020.
Il resto dell’Europa, secondo l’Eurostat, vede ai primi posti i Paesi nordici: la Norvegia si conferma il modello rinnovabile per eccellenza con ben 64,7% di energia soddisfatta dalle fonti non programmabili, seguita dalla Svezia, dove quasi la metà dei consumi (46,8%) è soddisfatta da fonti rinnovabili, Lettonia (33,1%), Finlandia (31,8%) e Austria (30,9%).
Agli ultimi posti figurano invece Malta, con appena lo 0,4% di energia verde e con un obiettivo difficilmente raggiungibile del 10% al 2020, Lussemburgo (2,9% attuale contro l’11% al 2020), Gran Bretagna (3,8% contro un obiettivo del 15%), Belgio (4,1% contro il 13%) e Olanda (4,3% rispetto ad un obiettivo del 14%).
Buoni i risultati dei Paesi che stanno per entrare nell’UE, come la Croazia che presenta già una quota pari al 15,7% con un obiettivo del 20% al 2020.
La forbice più ampia tra la quota del 2004 e quella del 2011 è stata registrata in Svezia (dal 38,3% al 46,8%), Danimarca (dal 14,9% al 23,1%), Austria (dal 22,8% al 30,9%), Germania (dal 4,8% al 12,3%) ed Estonia (dal 18,4% al 25,9%).
Fonte: Ansa
A tagliare già il traguardo di quota rinnovabile del 25% entro il 2020 è stata invece l’Estonia che, con nove anni di anticipo, ha registrato ben 25,9% di energia soddisfatta da quote rinnovabili.
La quota rinnovabile italiana è a buon punto, se si considera che fino al 2004 era stabile al 4,9%, ma molto c’è ancora da fare in vista dell’obiettivo del 17% fissato per il 2020.
Il resto dell’Europa, secondo l’Eurostat, vede ai primi posti i Paesi nordici: la Norvegia si conferma il modello rinnovabile per eccellenza con ben 64,7% di energia soddisfatta dalle fonti non programmabili, seguita dalla Svezia, dove quasi la metà dei consumi (46,8%) è soddisfatta da fonti rinnovabili, Lettonia (33,1%), Finlandia (31,8%) e Austria (30,9%).
Agli ultimi posti figurano invece Malta, con appena lo 0,4% di energia verde e con un obiettivo difficilmente raggiungibile del 10% al 2020, Lussemburgo (2,9% attuale contro l’11% al 2020), Gran Bretagna (3,8% contro un obiettivo del 15%), Belgio (4,1% contro il 13%) e Olanda (4,3% rispetto ad un obiettivo del 14%).
Buoni i risultati dei Paesi che stanno per entrare nell’UE, come la Croazia che presenta già una quota pari al 15,7% con un obiettivo del 20% al 2020.
La forbice più ampia tra la quota del 2004 e quella del 2011 è stata registrata in Svezia (dal 38,3% al 46,8%), Danimarca (dal 14,9% al 23,1%), Austria (dal 22,8% al 30,9%), Germania (dal 4,8% al 12,3%) ed Estonia (dal 18,4% al 25,9%).
Fonte: Ansa
