Focus Incentivi

19.12.2013
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Rinnovabili: incentivi più bassi spalmati per sette anni. L’allarme delle associazioni

La misura sugli incentivi alle rinnovabili è contenuta nel Decreto Legge approvato in CdM: ANEV e Free temono la contrazione degli investimenti.
Ridurre gli incentivi alle rinnovabili spalmandoli su un periodo più lungo, di sette anni: una possibilità che gli operatori delle rinnovabili possono scegliere grazie all’articolo 1 del decreto legge Destinazione Italia approvato dal CdM della scorsa settimana. Un provvedimento che, nelle intenzioni del Governo, servirà a risparmiare circa 700 milioni di euro sui costi degli incentivi green che gravano sulla bolletta, con conseguente alleggerimento economico per privati e Pmi.

La misura riguarda infatti la famosa componente A3, che copre gli oneri di sistema relativi agli incentivi erogati per la produzione di energia rinnovabile: ad oggi gli oneri pesano per il 20% sulla bolletta elettrica di una famiglia media italiana e tra i diversi oneri la componente A3 pesa per oltre il 90%. Una percentuale altissima, la cui crescita è stata frenata dallo stop al Conto Energia e dalla riforma degli incentivi, azioni attuate lo scorso anno.

Una specifica che però non ha trovato riscontri positivi tra le associazioni di settore. “Nonostante si parli di adesione volontaria alla riduzione dell’incentivo a fronte di un allungamento temporale dello stesso di sette anni – ha fatto notare Simone Togni, presidente di Anev, Associazione Nazionale Energia del Vento - di fatto la previsione di non poter effettuare interventi per dieci anni per chi non dovesse aderire alla riduzione dell’incentivo ne determina in effetti un obbligo poiché pregiudica l’attività degli operatori che decidono di non aderire”.

Per il Coordinamento Free invece gli annunciati tagli alle bollette operati dal Governo non sono altro che cappi al collo delle imprese che hanno scelto di investire nelle fonti rinnovabili. Così facendo le imprese sono costrette a spalmare gli incentivi per poter innovare i propri impianti. “Abbiamo presentato le nostre proposte di riduzione degli oneri in bolletta, senza penalizzare le rinnovabili, sia nel corso di audizioni in Parlamento, sia al ministro Zanonato – ha sottolineato il portavoce del Coordinamento, Zorzoli - ma né allora, né successivamente abbiamo avuto ascolto”.

Modi diversi di intendere il rilancio dell’economia nazionale: la riduzione degli incentivi appena approvata dal CdM si contrappone infatti alla recente decisione del Governo statunitense di finanziare ulteriormente, con 13 milioni di dollari, le politiche energetiche rinnovabili nell’ottica di rilanciare l’economia del Paese, creare posti di lavoro e puntare alla leadership mondiale delle rinnovabili.


In allegato il testo del Decreto Legge approvato dal CdM il 13 dicembre scorso: all’articolo 1 le specifiche relative alla possibilità di spalmare gli incentivi su sette anni.