Focus Mercati

28.03.2019
Questo articolo ha più di 3 anni

Prezzi di eolico e storage: il crollo sperimentato nel 2018 mette in difficoltà gas e carbone

Dall’analisi del BNEF sul costo livellato dell’elettricità per le tecnologie rinnovabili nel 2018 i prezzi dell’eolico e degli storage sono calati del 24% e 35%
I prezzi delle tecnologie a rinnovabili sono in drastico calo, in particolare sono i prezzi dell’eolico e dei sistemi di accumulo ad essere crollati nell’ultimo anno. Sono le stime del BNEF sul livello di LCOE, il costo livellato dell’elettricità, ad aver messo in luce come dalla prima metà del 2018 il costo delle batterie agli ioni di litio è crollato del 35%, arrivando a una soglia di 187 $ per megawattora, mentre il benchmark LCOE per l’eolico offshore è sceso di un significativo 24%.

Per maggiore chiarezza lo specifichiamo, il LCOE è un’unità di misura che tiene conto di tutte le spese necessarie per ottenere la produzione di 1 MWh di elettricità da un nuovo progetto, tenendo conto tutti i costi connessi allo sviluppo e alla costruzione, oltre ai costi derivanti dagli elementi costruttivi, i finanziamenti, le materie prime e la manutenzione.

I dati del BNEF hanno illustrato come nel 2018 anche il fotovoltaico e l’eolico onshore sono diventati meno costosi: basti pensare che i progetti che sfruttano queste tecnologie e che sono stati avviati nei primi mesi del 2019 hanno raggiunto un livello LCOE di 57$ e 50$ al megawattora, cioè il 18% e il 10% in meno rispetto alle stesse rilevazioni effettuate nel 2018.
 
Elena Giannakopoulou, direttore del dipartimento di economie dell’energia del BNEF ha spiegato: “l’analisi dimostra che il livello LCOE per megawattora dell’eolico onshore, del solare fotovoltaico e dell’eolico offshore è crollato rispettivamente del 49%, 84% e 56% dal 2010. Il dato per i sistemi di accumulo agli ioni di litio invece è sceso del 76% circa dal 2012, stando ai costi dei recenti progetti e ai costi storici delle batterie per lo storage.”
 


Uno dei dati più interessanti dell’aggiornamento LCOE riguarda il miglioramento dei costi delle batterie agli ioni di litio. Le batterie associate ai progetti fotovoltaici o eolici stanno infatti iniziando ad avere un costo in grado di competere in molti mercati, senza il bisogno di sussidi, con l’energia prodotta da gas e carbone, che storicamente è preferita in modo piuttosto comprensibile per via della disponibilità indipendente da fattori ambientali.

“Il solare fotovoltaico e l’eolico onshore hanno vinto la gara per le fonti più economiche da raccogliere e immagazzinare, ma il ruolo delle tecnologie green sta iniziando ad andare ben oltre a questo aspetto, arrivando addirittura a minacciare il ruolo che gli operatori di impianti a gas speravano di aver consolidato”.
 
Negli anni l’eolico offshore è sempre stato considerato un’opzione piuttosto costosa rispetto al fotovoltaico e il solare onshore, i programmi d’asta per l’installazione di nuova potenza e lo sviluppo di turbine più grandi hanno però comportato una sostanziale diminuzione dei costi, portandoli al di sotto dei 100$ per megawatt, mentre solo 5 anni fa questo valore arrivava a 220$ per megawatt.
 
Per quanto riguarda invece il solare fotovoltaico nell’ultimo anno si è potuto osservare un calo dei prezzi pari a circa il 18%, la maggior parte di questa riduzione dei prezzi però è avvenuta nel terzo quadrimestre dell’anno, quando è avvenuto un sostanziale cambio di rotta nella politica settoriale cinese, il quale ha introdotto nel mercato globale un vero e proprio eccesso di moduli fotovoltaici.
 
Per la prima volta dopo anni è quindi stato evidenziato come l’abbassamento dei prezzi dell’eolico, sia onshore sia offshore, e dei sistemi di accumulo stia pian piano riuscendo a scalzare la storica predominanza delle fonti fossili tradizionali, la continua ricerca finalizzata all’efficientamento dei sistemi di storage potrà certamente essere la soluzione definitiva al problema della prevedibilità della fornitura energetica e rendere più green e sostenibile tutto il sistema.