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03.11.2014

Nuovo libretto di impianto: costi in più per le famiglie e normativa ancora non definita per periodicità controlli

Con l'introduzione del nuovo libretto di impianto e relativo rapporto di efficienza energetica, obbligatori dal 15 ottobre 2014, le famiglie italiane spenderanno circa 200 euro in più a controllo. Incertezza anche su tempistiche dei controlli di efficienza energetica.
L’introduzione del nuovo libretto di impianto e del relativo rapporto di efficienza energetica, obbligatori per tutti gli impianti termici di nuova installazione o già esistenti dal 15 ottobre 2014 come da DM 10 febbraio 2014, farà sborsare alle famiglie italiane fino a 200 euro in più.

Se prima dell’introduzione del nuovo libretto e del rapporto di efficienza energetica, ora obbligatori, si pagavano tra gli 80 e i 100 euro all’anno per il controllo caldaia, oggi invece, per la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dell’ambiente, si arriverà a spendere in media circa 200 euro a famiglia per il controllo di una caldaia collegata a 4 o 5 termosifoni e di un impianto di climatizzazione a 2 o 3 split.

Il nuovo modello di libretto, autocompilabile a pagine singole, si andrà ad aggiungere, anziché sostituire, a quello già in uso, dove tradizionalmente vengono annotati i controlli periodici sulla sicurezza, l’igiene e la salubrità dei generatori di calore.

La nuova normativa italiana in materia di efficienza energetica, un’attuazione della precedente Direttiva europea 2012/27/UE, non risulta inoltre affatto chiara su un altro punto fondamentale, ovvero: quando effettuare i controlli di efficienza energetica sugli impianti termici? Sembra sarà compito di ciascuna Regione, autonomamente, fissare regolarità e tempistiche dei nuovi controlli. Tuttavia, al momento, i nuovi appuntamenti in calendario sono ancora lungi dall’essere fissati, tanto che i consumatori italiani hanno manifestato la propria confusione e perplessità, appellandosi alle associazioni in loro difesa.

Una fra tutte, Konsumer Italia: come riportato da Il Fatto Quotidiano, infatti, l’associazione sottolinea che, affidare alle Regioni singolarmente la competenza sulla regolarità dei controlli per il secondo libretto e il relativo rapporto, potrebbe creare nuove disparità e consentire ai tecnici di approfittare della situazione, moltiplicando a discrezione le loro attività di controllo.

Per non parlare poi del fatto che, se per incompetenza delle Regioni, ad esempio, o mancanza di chiarezza nelle delibere regionali e loro divulgazione alla cittadinanza, i dati di efficienza energetica e il relativo rapporto non perverranno entro i termini al Catasto dedicato, sono previste multe salate: fino a 3.000 euro per i privati, e fino a 6.000 euro per gli installatori.

Fonte: il Sole 24 Ore