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Nuove UNI 11300, sospesa la validità delle certificazioni energetiche emesse a partire dal 2 ottobre
Le nuove norme UNI/TS 11300 - 1 e 2, in vigore dal 2 ottobre 2014, hanno provocato un aggiornamento tardivo dei software di calcolo e invalidato le certificazioni dei certificatori redatte dal 2 ottobre in poi. Richiesta moratoria al Ministero.
A pochi giorni dalla pubblicazione delle nuove UNI/TS 11300 - 1 e 2 sulle prestazioni energetiche degli edifici, sostitutive di quelle pubblicate nel 2008, è di nuovo caos normativo e burocratico per le certificazioni energetiche. Le norme UNI aggiornate al 2014, infatti, avendo introdotto nuove metodologie univoche di calcolo per la determinazione del fabbisogno di energia termica degli edifici, hanno di fatto mandato momentaneamente in tilt i software tradizionali per il calcolo energetico, che si sono trovati d’improvviso a dover aggiornare i loro processi interni.
Come già denunciato da ANIT, la recente revisione delle norme UNI/TS 11300-1 e 2 ha comportato modifiche sostanziali ai sistemi di calcolo del fabbisogno termico fino ad oggi in uso, che riguarderanno:
- I ponti termici, con l’eliminazione della possibilità di forfetizzazione dell’incidenza del ponte termico nella trasmittanza del componente edilizio interessato;
- La ventilazione, attraverso l’esercizio di calcoli più precisi per la determinazione delle perdite della stessa;
- La trasmittanza termica, tramite l’applicazione di valori maggiorati di conducibilità così da tener conto delle condizioni di utilizzo effettive dell’edificio;
- Il solare, con l’aggiornamento delle stime relative ai guadagni solari.
Le novità introdotte dall’aggiornamento delle norme UNI/TS 11300-1 e 2 non andranno tanto ad incidere sulle software house, che comunque sono tenute ad aggiornare i propri software alla versione 2014, quanto piuttosto sui certificatori, costretti a redigere a mano o retrodatare a una data anteriore il 2 ottobre 2014, giorno ufficiale di entrata in vigore delle nuove norme UNI, i certificati da rilasciare, qualora il committente lo richieda.
Ad ogni modo, le precedenti versioni dei software di calcolo non potranno più essere utilizzate, come ha fatto sapere la regione Piemonte, giocando d’anticipo con un comunicato in cui annunciava che la determinazione della prestazione energetica degli edifici andava fatta basandosi sulle nuove norme UNI, e dunque sulle nuove metodologie di calcolo in uso ai software preposti.
Purtroppo però quella del Piemonte è stata l’unica regione a muoversi anticipatamente in questo senso, avvisando anzitempo i suoi progettisti e certificatori: per le restanti amministrazioni, enti pubblici e committenti, si attende una moratoria dal Ministero per i certificati emessi dal 2 ottobre, così da evitare future possibili controversie.
Come già denunciato da ANIT, la recente revisione delle norme UNI/TS 11300-1 e 2 ha comportato modifiche sostanziali ai sistemi di calcolo del fabbisogno termico fino ad oggi in uso, che riguarderanno:
- I ponti termici, con l’eliminazione della possibilità di forfetizzazione dell’incidenza del ponte termico nella trasmittanza del componente edilizio interessato;
- La ventilazione, attraverso l’esercizio di calcoli più precisi per la determinazione delle perdite della stessa;
- La trasmittanza termica, tramite l’applicazione di valori maggiorati di conducibilità così da tener conto delle condizioni di utilizzo effettive dell’edificio;
- Il solare, con l’aggiornamento delle stime relative ai guadagni solari.
Le novità introdotte dall’aggiornamento delle norme UNI/TS 11300-1 e 2 non andranno tanto ad incidere sulle software house, che comunque sono tenute ad aggiornare i propri software alla versione 2014, quanto piuttosto sui certificatori, costretti a redigere a mano o retrodatare a una data anteriore il 2 ottobre 2014, giorno ufficiale di entrata in vigore delle nuove norme UNI, i certificati da rilasciare, qualora il committente lo richieda.
Ad ogni modo, le precedenti versioni dei software di calcolo non potranno più essere utilizzate, come ha fatto sapere la regione Piemonte, giocando d’anticipo con un comunicato in cui annunciava che la determinazione della prestazione energetica degli edifici andava fatta basandosi sulle nuove norme UNI, e dunque sulle nuove metodologie di calcolo in uso ai software preposti.
Purtroppo però quella del Piemonte è stata l’unica regione a muoversi anticipatamente in questo senso, avvisando anzitempo i suoi progettisti e certificatori: per le restanti amministrazioni, enti pubblici e committenti, si attende una moratoria dal Ministero per i certificati emessi dal 2 ottobre, così da evitare future possibili controversie.
