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Dalla refrigerazione l'Africa trova la soluzione ai suoi problemi

L’Africa può risorgere e risollevarsi grazie alla catena del freddo e alla refrigerazione.
La catena del freddo è quel processo per cui i prodotti dell’agricoltura e i suoi derivati, vengono conservati alla corretta temperatura per mantenere l’alimento integro nelle sue proprietà organolettiche in ogni fase, dal raccolto, alla lavorazione, al trasporto ed infine alla distribuzione verso il cliente finale e banalmente nel frigorifero domestico.
 
In questo momento in cui la crisi si aggrava in tutto il mondo e ancora di più in Africa, dove, a causa dei cambiamenti climatici e della pandemia, la carenza di cibo e di medicinali si fanno sempre più sentire, il mondo del freddo italiano è di grande aiuto nello sviluppo e nella formazione. L’industria italiana e in modo particolare l’industria casalese nel settore della refrigerazione è fra le più importanti in Europa.

Infatti le migliaia di corsi nazionali ed internazionali che il Centro Studi Galileo di Casale Monferrato da più di quarant’anni organizza sia in Italia sia in tutto il mondo, e in particolare in Africa, e ormai da decenni con le Nazioni Unite, hanno maggiormente sottolineato questa realtà, cioè che il continente africano può risorgere se, grazie all’industria italiana del freddo, riesce a conservare in modo ottimale tutto ciò che serve per l’alimentazione.

Ancora si può approfondire che proprio dai corsi di refrigerazione uno dei coordinatori e insegnanti dei corsi sulle tecniche frigorifere, Madi Sakandé, con la collaborazione pure del presidente di tutte le associazioni europee del freddo Marco Buoni, direttore pure del Centro Studi Galileo, ha avuto l’iniziativa di riunire gli Stati africani in una associazione di tecnici del freddo che abbiano proprio il compito di implementare l’opera dell’industria del freddo al servizio della conservazione degli alimenti e dei medicinali nei paesi dell’Africa.

Madi Sakandé, che è diventato presidente dell’Associazione africana dei tecnici del freddo, insieme all’ambasciatore dello stato africano del Burkina Faso hanno contribuito a questa catalizzazione di unione di intenti, permettendo pure un incontro decisivo di tutte le nazioni africane con il Presidente del Burkina Faso.

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