Focus Efficienza Energetica

19.10.2011
Questo articolo ha più di 3 anni

Legambiente presenta il XVII rapporto sulla qualità ambientale dei capoluoghi di provincia

Alla sua 18^ edizione, Ecosistema Urbano, il rapporto presentato nei giorni scorsi a Genova da Legambiente con la collaborazione  scientifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, evolve man mano che emergono nuovi problemi e si dota degli strumenti più adeguati per registrare le novità.


Quest’anno la novità principale è il dimensionamento delle classifiche secondo tre grandi categorie: 15 grandi città sopra i 200.000 abitanti, 44 medie città tra 200.000 e 80.000 abitanti e 45 piccole città sotto gli 80.000 abitanti.


Dal rapporto emerge che le città più sostenibili sono Venezia (per le grandi città), per le medie città conquista la vetta Bolzano, mentre la regina dei piccoli centri è Belluno. Gli ultimi posti, per tutte e tre le categorie, sono occupati da città siciliane: Palermo è ultima tra le grandi città, Siracusa tra le città medie e Caltanissetta tra i centri più piccoli. 


Venezia primeggia per meriti “poco attivi”, per la sua conformazione ha un basso tasso di motorizzazione e buoni livelli di trasporto pubblico; quella di Bolzano è, poi, una vittoria relativa: solo in un paio dei 25 parametri analizzati da Legambiente supera le altre 103 città esaminate dal rapporto, per il resto mostra risultati buoni, ma non ottimi; infine Belluno, che addirittura solo in un indicatore (la produzione di rifiuti) si lascia alle spalle gli altri Comuni.


L’unico piccola inflessione in positivo (+2%) si riscontra proprio nell’aumento della raccolta differenziata. Per il resto poche idee e poca voglia di innovazione.


Uno scenario statico: quello che emerge è un vero e proprio stallo, non c’è innovazione, le amministrazioni locali sembrano bloccate di fronte alla strada del cambiamento - ad esempio nelle politiche per le risorse idriche, o nel governo della mobilità, o ancora nelle politiche per abbattere le emissioni di CO2 e sviluppare la riqualificazione energetica in edilizia - nonostante i regolamenti edilizi siano buoni strumenti per mettersi in azione.


Il tema della sicurezza, inteso come un elenco di emergenze o di temi da affrontare con decisione (smog, rifiuti, rischio climatico...) per cercare di costruire davvero città più sostenibili, rappresenta l’altra grande novità del 18° Ecosistema Urbano rivolto alle amministrazioni pubbliche.


Il tema della sicurezza  - si legge nel Rapporto -  è “troppo spesso ridotto solo alla sicurezza nei confronti della delinquenza, di origine italiana o straniera. Eppure in città ci sono altri rischi, ben più consistenti, e se si dovesse tracciare una mappa del rischio per gli abitanti delle nostre città scatterebbero in cima alla classifica il traffico automobilistico, il lavoro, lo smog, la siccità e la saltuarietà dell’approvvigionamento idrico. Per non  parlare del rischio sismico o di quello provocato dalla presenza di grandi impianti industriali.”


“Manca una capacità politica di pensare, - conclude Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale Legambiente - di immaginare, prima ancora di realizzare,  un altro modo di muoversi in città, di consumare, di usare l’energia, un’idea diversa del modo di essere comunità urbana. Il modello è sempre quello della dispersione energetica, del trasporto privato, dello spreco di acqua. E poi si interviene con misure tampone, iniziative spot, incapaci di rispondere alle direttive europee.” “E’ quindi questa un’occasione per segnalare non solo cosa non si fa, ma anche le potenzialità che oggi si intravedono nel rispondere contestualmente alle emergenze delle città e alla crisi economica.”