Focus Dal mondo

24.03.2015
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La Costa Rica è tra i primi paesi 100% rinnovabili


Grazie all’utilizzo di centrali idroelettriche e un mix di eolico, solare e geotermia, la Costa Rica è uno dei primi paesi al mondo ad essere 100% rinnovabili.
75 giorni di energie rinnovabili per la Costa Rica, che da un mese e mezzo non utilizza combustibili fossili per alimentare la propria rete elettrica.

Com’è possibile? Grazie alle abbondanti precipitazioni di quest’anno, le centrali idroelettriche provvedono a generare il quasi totale fabbisogno di energia per il paese. Non solo: l’energia termica, solare ed eolica, i numerosi vulcani e altre caratteristiche geografiche peculiari della zona contribuiscono, da parte loro, a far sì che la Costa Rica prosegua nella sua quotidianità con il solo ausilio di fonti rinnovabili per produrre l’energia.

Certo, si tratta di un paese piccolo, con pochi milioni di abitanti e con attività produttive che non richiedono un impiego di energia così rilevante, ma è un paese da cui prendere esempio in fatto di impegno nello sfruttamento di energie rinnovabili per alimentare l’intero stato. 
Impegno che, oltretutto, si concretizza con un progetto geotermico da 958 milioni di dollari, finanziato principalmente dal Giappone e dalla Banca Europea degli Investimenti, ma alla quale ha preso parte in modo significativo anche la stessa Costa Rica.

Sulla stessa scia del paese centro-americano troviamo Bonaire, isola dei Paesi Bassi situata al largo del Venezuela, che, anche grazie alle alghe come ulteriore risorsa naturale, sfrutta le energie rinnovabili per provvedere alla quasi totalità della richiesta energetica.
Segue l’Islanda che, già raggiunta la soglia di utilizzo al 100% di energie rinnovabili, copre l’85% del fabbisogno grazie a centrali geotermiche e idroelettriche.
Il 40% dell’energia, in Danimarca, è ricavata dall’eolico; Svezia, Bulgaria ed Estonia hanno già raggiunto gli obiettivi europei di sfruttamento delle energie rinnovabili previsti per il 2020.

La Costa Rica è da seguire come modello, in fatto di sfruttamento delle energie rinnovabili, ma sembra che più di qualche paese europeo sia sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi climatici previsti per il 2020.

Si auspica che massimo impegno, collaborazione e condivisione di esperienze tra paesi, porteranno, nel prossimo futuro, all’utilizzo sempre più intenso di risorse energetiche naturali a discapito degli obsoleti e dannosi combustibili fossili.


Fonte: qz.com