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30.04.2018
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Il Carbone in UK non è più fondamentale: registrati 3 giorni consecutivi coal-free

Era dal 1880 che l’UK non registrava un periodo così lungo di autonomia energetica senza sfruttare il carbone; è sostituito da gas, eolico e nucleare
Record storico per il Regno Unito che per tre giorni, tra il 21 e il 24 aprile, ha ottenuto il totale della propria energia senza sfruttare il carbone, non accadeva da più di 130 anni.
 
Il Regno Unito è storicamente una delle nazioni maggiormente dipendenti dal carbone, nell’ultimo periodo però dall’altro lato della manica ci stanno arrivando notizie di una positiva evoluzione del mercato elettrico britannico. L’anno scorso è stato registrato, per la prima volta dal 19esimo secolo, un periodo di 24 ore in cui l’UK ha ottenuto energia da un energy mix che non comprendeva carbone, un secondo record simile è stato raggiunto un paio di settimane fa, quando le ore coal-free sono state 55.
 
Tra il 21 e il 24 aprile però il primato è stato superato con un periodo di 76 ore consecutive durante il quale l’UK ha consumato energia da fonti tra cui non era compreso il carbone. L’energy mix per quel periodo di tempo è stato composto al 30% da gas, seguito dalla fonte eolica per il 25%, da quella solare per il 6% e dall’energia nucleare per il 23%.
Il resto dei consumi (15%) sono invece stati garantiti con energia proveniente da una centrale di produzione di energia da biomassa situata nello Yorkshire del nord e da importazioni di energia proveniente dalla Francia e dall’Olanda.
 
Una delle possibili spiegazioni di questo evento epocale per il Regno Unito è il calo della domanda energetica che è stato registrato negli scorsi giorni per via dell’aumento delle temperature, una condizione che ha determinato la possibilità di coprire tutta la domanda nazionale con energia da gas, fonti rinnovabili e energia nucleare.
 
Le stime di alcuni analisti dell’Energy and Climate Intelligence Unit fanno presagire un aumento continuo dei periodi in cui l’energia britannica potrà non dipendere dal carbone, un segnale che, secondo Jonathan Marshall (uno degli analisti dell’organizzazione) “dimostrerà in modo chiaro i progressi fatti negli ultimi dieci o vent’anni”.
 
Un segnale positivo che tuttavia spaventa alcuni; Andrew Crossland ad esempio, che si occupa di studiare la produzione energetica per la piattaforma MyGridGB teme per i consumatori inglesi ed ha affermato: “Il passaggio al gas probabilmente renderà il nostro mercato elettrico più volatile in quanto i prezzi dell’energia diventeranno sempre più dipendenti dai prezzi del mercato internazionale del gas. Un’evoluzione che nuocerà ai consumatori.”
 
Il Regno Unito ad ogni modo sta procedendo nel suo phasing down volto all’eliminazione del carbone come fonte energetica e intende chiudere entro l’anno in corso 2 centrali a carbone, lasciandone così attive solamente sei, una dei quali - è già stato annunciato – verrà chiusa ben prima del 2025.
 
Fonte: TheGuardian