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Germania: l'università di Darmstadt e l'agenzia per l'energia si scontrano sulle riqualificazioni energetiche
In Germania è scontro sulla sostenibilità economica degli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici, due studi diversi riportano dati contrastanti.
In Germania, TU Darmstadt, Università tecnica di Darmstadt, ha recentemente realizzato uno studio a proposito delle riqualificazioni energetiche nel settore delle costruzioni Green, dal quale emerge che per la maggior parte della popolazione i costi dei lavori di ristrutturazione per il risparmio energetico risulterebbero economicamente insostenibili. Di tutt’altra opinione è la Deutsche Energie-Agentur GmbH (DENA), l’Agenzia tedesca per l’energia, la quale ha risposto a questo studio definendolo fuorviante e dando delucidazioni sul rapporto costi/benefici di questi interventi.
La DENA ha infatti sottolineato i punti a favore dei lavori di efficientamento energetico di un edificio. Secondo Stephan Kohler, Chief Executive di DENA, questi interventi hanno lo scopo di non far salire troppo gli affitti ed evitare un aumento eccessivo dei costi di gestione, dovuto all’aumento dei prezzi dell’energia: la ristrutturazione per il risparmio energetico risulterebbe essere l’unica misura efficace per contenere gli aumenti.
Altro punto di disaccordo consiste nei costi di ristrutturazione citati nello studio di TU Darmstadt, che Kohler definisce non corrispondere al vero perché esageratamente alti. Per questo motivo, l’Agenzia tedesca per l’energia, considerando fuorvianti le informazioni pubblicate nello studio di TU, ha emesso un comunicato per fornire i giusti dati riguardanti i lavori di efficientamento: la differenza tra i due è molto elevata, con DENA che calcola 73.000 € contro i 140.000 € di TU per i più importanti lavori di riqualificazione energetica di un’abitazione familiare tipo.
DENA evidenzia, inoltre, che lo studio imputato tralascia molti particolari indispensabili alla corretta informazione in materia di ristrutturazioni ad alta efficienza energetica: non vengono, ad esempio, minimamente nominati i sussidi previsti dal Governo che abbatterebbero buona parte dei costi degli interventi. Questi, se attuati, porteranno entro il 2050 ad aumentare il numero di edifici a bassissimo impatto ambientale. Nonostante tutto, sebbene siano previsti sussidi e abbattimento dei costi energetici, Kohler teme che i costi iniziali per intraprendere tali interventi di ristrutturazione possano allontanare i cittadini dall’intraprenderli.
La DENA ha infatti sottolineato i punti a favore dei lavori di efficientamento energetico di un edificio. Secondo Stephan Kohler, Chief Executive di DENA, questi interventi hanno lo scopo di non far salire troppo gli affitti ed evitare un aumento eccessivo dei costi di gestione, dovuto all’aumento dei prezzi dell’energia: la ristrutturazione per il risparmio energetico risulterebbe essere l’unica misura efficace per contenere gli aumenti.
Altro punto di disaccordo consiste nei costi di ristrutturazione citati nello studio di TU Darmstadt, che Kohler definisce non corrispondere al vero perché esageratamente alti. Per questo motivo, l’Agenzia tedesca per l’energia, considerando fuorvianti le informazioni pubblicate nello studio di TU, ha emesso un comunicato per fornire i giusti dati riguardanti i lavori di efficientamento: la differenza tra i due è molto elevata, con DENA che calcola 73.000 € contro i 140.000 € di TU per i più importanti lavori di riqualificazione energetica di un’abitazione familiare tipo.
DENA evidenzia, inoltre, che lo studio imputato tralascia molti particolari indispensabili alla corretta informazione in materia di ristrutturazioni ad alta efficienza energetica: non vengono, ad esempio, minimamente nominati i sussidi previsti dal Governo che abbatterebbero buona parte dei costi degli interventi. Questi, se attuati, porteranno entro il 2050 ad aumentare il numero di edifici a bassissimo impatto ambientale. Nonostante tutto, sebbene siano previsti sussidi e abbattimento dei costi energetici, Kohler teme che i costi iniziali per intraprendere tali interventi di ristrutturazione possano allontanare i cittadini dall’intraprenderli.
