Focus risparmio energetico

Rapporto UNFCCC: l’obiettivo emissioni zero per il 2050 è ancora molto lontano

Nonostante le diverse strategie e azioni messe in atto dagli accordi di Parigi, il rapporto della Convenzione evidenzia come, attualmente, questi sforzi non bastino

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) ha pubblicato un rapporto che misura i progressi dei piani d’azione nazionali per il clima fatti dai diversi paesi che hanno preso parte agli accordi di Parigi.

Il documento dimostra come molti paesi debbano aumentare e intensificare i propri sforzi nella lotta contro le emissioni, elaborando nuove e migliori strategie per raggiungere gli obiettivi stabili dalla convenzione.

Una pubblicazione che arriva anche in vista della posticipata COP 26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà Glasgow a novembre 2021, i cui dati risentono chiaramente degli impatti della pandemia da coronavirus.

All’interno del rapporto vengono riportati i risultati dei  Contributi Determinati su Base Nazionale (NDCs), le azioni che, sulla base di uno schema comune adottato, ogni paese firmatario pianifica ogni 5 anni con l’impegno di ridurre le emissioni nazionali per fronteggiare i cambiamenti climatici.

Il rapporto evidenzia come alcune nazioni debbano necessariamente raddoppiare gli sforzi per evitare l’aumento della temperatura globale di 2° entro il termine del secolo, in quanto i dati dimostrano che le emissioni totali sono diminuite solamente dell’1% rispetto al 2010.

È per questo motivo che occorre una radicale trasformazione energetica dei paesi coinvolti, per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione posti al 2050.

"Siamo incoraggiati dal recente cambiamento politico di slancio verso un'azione per il clima più forte in tutto il mondo, con molti paesi che fissano obiettivi di emissioni zero entro la metà del secolo” ha detto Patricia Espinosa, segretario esecutivo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
"Ma questo rapporto mostra che gli attuali livelli di ambizione climatica non sono sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi dell'accordo di Parigi. È di vitale importanza ottenere maggiore chiarezza su come i paesi stanno pianificando di adempiere a questi impegni a lungo termine. Se vogliamo avere qualche possibilità di ridurre le emissioni del 45% entro il 2030 e intraprendere la strada verso la neutralità carbonica intorno alla metà del secolo, le decisioni di trasformazione devono essere prese ora", ha sottolineato il segretario Espinosa.

Il rapporto UNFCCC riporta però anche dati positivi, come l’aumento della qualità degli NDCs e delle informazioni ad essi collegate, così come la completezza dei processi di pianificazione, regolamentazione e legislazione, e di sviluppo sostenibile.

Anche se il rapporto è già stato reso noto, i paesi possono tutt’ora comunicare dati e informazioni aggiornati riguardanti i propri NDCs alla Convenzione,  che spera di riuscire ad includere un maggior numero di nazioni e di risultati positivi rispetto a quelli attuali, in modo da poter pubblicare un secondo rapporto prima della COP26 prevista a fine anno.
 
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