Focus risparmio energetico

La pandemia ha aiutato il clima, ma gli scenari al 2050 rimangono ancora molto preoccupanti

I consumi di energia sono calati dell’8% e nel 2050 le FER rappresenteranno il 50% dell’energy mix, ma gli obiettivi di Parigi sono ancora troppo distanti

Nel 2050 il 60% dell’energia da rinnovabili sarà prodotta da fotovoltaico ed eolico, riuscendo a fornire al sistema grandi quantitativi di energia verde, sufficienti per sostenere il processo di elettrificazione mondiale, che alla metà del secolo avrà raggiunto il 40% dell’energy mix, raddoppiando la sua quota rispetto ad oggi.

Nel prossimo trentennio, stima DNV GL nel suo Energy Transition Outlook 2020, la quota di energia prodotta da fotovoltaico aumenterà del 25% mentre quella eolica crescerà del 10%. Proprio l’eolico, nello specifico offshore, sarà la tecnologia che potrà trarre maggiori vantaggi dai progressi tecnologici che potranno essere sviluppati.



Gli analisti ritengono che l’energia da rinnovabili sarà il principale vettore di efficienza per il sistema globale e, in un contesto di intensa crescita in termini di PIL e di popolazione, entro i prossimi 10 anni si stima di raggiungere il picco di offerta di energia primaria.

Il futuro sembra essere roseo per quanto riguarda il futuro delle rinnovabili, ma gli effetti della pandemia da Coronavirus si faranno sentire ancora per un po’. La domanda energetica è scesa dell’8% nel corso di quest’anno e l’outlook realizzato da DNV GL ha dovuto essere aggiustato di conseguenza, ribassando dell’8% anche la previsione per il 2050 che era stata realizzata in precedenza.    
 
La domanda di energia rimarrà quindi a lungo a livelli inferiori rispetto a quelli precedenti alla pandemia e allo stesso modo, l’emergenza sanitaria sembra aver anticipato i momenti di picco delle emissioni ed di uso del petrolio, che potrebbe non eccedere mai più i livelli del 2019. Tutto questo, tuttavia, non si pensa potrà portare un vero vantaggio al processo di decarbonizzazione se non si assisterà ad un profondo cambio di paradigma.
Alternative valide e più sostenibili sono ben chiare nel panorama mondiale, tra gli altri ad esempio di pensi all’idrogeno e ai meccanismi di cattura e sequestro del carbonio, soluzioni certamente valide, che richiedono però spinte importanti da parte della politica internazionale e nazionale.
 
Per poter raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi entro il 2050 sarebbe necessario che le emissioni ci CO2 raggiungessero tutti gli anni i livelli raggiunti nel 2020, spiega DNV GL nella propria analisi. Un risultato che oggi sembra molto difficile da raggiungere, per cui sarebbe però necessario trovare nuovi e più efficaci metodi per ridurre le emissioni in quei settori che stentano a vivere un vero cambiamento, come l’industria pesante ed i trasporti di lunga distanza.
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