Focus Efficienza Energetica
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Rinnovabili: la rimodulazione degli incentivi alleggerirebbe la bolletta del 20%
La bozza del Decreto del Fare 2 prevede la possibilità di rimodulare al ribasso l’incentivo, che andrebbe spalmato in un periodo più lungo di sette anni.
L’alleggerimento degli oneri legati alle rinnovabili sulla bolletta elettrica è il principale obiettivo del Decreto del Fare 2, la nuova bozza che attende ora il via libera del Governo e che conferma gli intenti annunciati nei giorni scorsi dal Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato.
L’obiettivo, che attende ora l’approvazione, è quello di ridurre il peso degli incentivi sulle tariffe elettriche, massimizzando la produzione degli impianti rinnovabili che accedono agli incentivi: la bozza prevede infatti che dal 2016 i produttori abbiano la possibilità di scegliere se rimodulare l’incentivo o continuare a godere di quello residuo (beneficiando così della tariffa incentivante ma senza la possibilità di cumularla con altri incentivi).
La rimodulazione dell’incentivo consentirebbe al soggetto beneficiario di ricevere un incentivo più basso ma spalmato in un periodo più lungo di sette anni rispetto a quello previsto: il ribasso verrebbe calcolato secondo una percentuale specifica per ogni tipo di impianto, definita dal MiSE entro 60 giorni dall’approvazione del Decreto Legge e approvata anche dall’Aeeg.
L’opzione si intende valida solamente per gli impianti fotovoltaici rientranti negli incentivi del Quinto Conto Energia, per gli impianti che ricadono nel regime transitorio e per quelli incentivati dal Provvedimento 6/1992 del Comitato Interministeriale dei prezzi. Il produttore che riceve attualmente gli incentivi, nel caso il Decreto venisse approvato, può scegliere la rimodulazione dell’incentivo entro il 31 marzo 2014 tramite il portale telematico del Gse.
La bozza di decreto propone anche delle soluzioni per ridurre il costo dell’energia relativamente alla componente A3 (oneri per incentivi a fotovoltaico e altre fonti rinnovabili), i cui oneri in soli tre anni sono passati da 4,5 a 11 miliardi di euro annui: l’idea è l’emissione ogni anno di obbligazioni stabilite dal MiSE e dal Gse, in base all’andamento dell’economia e secondo la differenza di prezzo dell’energia tra Italia e altri Stati Europei.
“Viene offerta la sottoscrizione di obbligazioni di durata da definire - si legge nella bozza - comunque compresa tra 17 e 25 anni, con pagamento, a ogni scadenza annuale delle obbligazioni, del solo interesse annuo maturato, e liquidazione dell’obbligazione al termine della durata dell’obbligazione. Il rendimento lordo massimo in rapporto con il rendimento lordo dei BTP di durata equivalente offerti dallo Stato italiano nell’ultima asta precedente
l’offerta di sottoscrizione delle obbligazioni verrà definito con il decreto”.
Secondo le previsioni del MiSE, nel periodo 2014-2017, ricorrendo al mercato finanziario per 2 miliardi all’anno, il peso degli incentivi sulla bolletta elettrica si ridurrebbe del 15-20%.
Si attendono ora conferme in merito da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, che pochi giorni fa ha fatto sapere tramite una nota che “La bozza del Dl Fare2 diffusa da un'agenzia stampa è solo una bozza tecnica di lavoro, peraltro ampiamente superata da ulteriori elaborazioni”.
L’obiettivo, che attende ora l’approvazione, è quello di ridurre il peso degli incentivi sulle tariffe elettriche, massimizzando la produzione degli impianti rinnovabili che accedono agli incentivi: la bozza prevede infatti che dal 2016 i produttori abbiano la possibilità di scegliere se rimodulare l’incentivo o continuare a godere di quello residuo (beneficiando così della tariffa incentivante ma senza la possibilità di cumularla con altri incentivi).
La rimodulazione dell’incentivo consentirebbe al soggetto beneficiario di ricevere un incentivo più basso ma spalmato in un periodo più lungo di sette anni rispetto a quello previsto: il ribasso verrebbe calcolato secondo una percentuale specifica per ogni tipo di impianto, definita dal MiSE entro 60 giorni dall’approvazione del Decreto Legge e approvata anche dall’Aeeg.
L’opzione si intende valida solamente per gli impianti fotovoltaici rientranti negli incentivi del Quinto Conto Energia, per gli impianti che ricadono nel regime transitorio e per quelli incentivati dal Provvedimento 6/1992 del Comitato Interministeriale dei prezzi. Il produttore che riceve attualmente gli incentivi, nel caso il Decreto venisse approvato, può scegliere la rimodulazione dell’incentivo entro il 31 marzo 2014 tramite il portale telematico del Gse.
La bozza di decreto propone anche delle soluzioni per ridurre il costo dell’energia relativamente alla componente A3 (oneri per incentivi a fotovoltaico e altre fonti rinnovabili), i cui oneri in soli tre anni sono passati da 4,5 a 11 miliardi di euro annui: l’idea è l’emissione ogni anno di obbligazioni stabilite dal MiSE e dal Gse, in base all’andamento dell’economia e secondo la differenza di prezzo dell’energia tra Italia e altri Stati Europei.
“Viene offerta la sottoscrizione di obbligazioni di durata da definire - si legge nella bozza - comunque compresa tra 17 e 25 anni, con pagamento, a ogni scadenza annuale delle obbligazioni, del solo interesse annuo maturato, e liquidazione dell’obbligazione al termine della durata dell’obbligazione. Il rendimento lordo massimo in rapporto con il rendimento lordo dei BTP di durata equivalente offerti dallo Stato italiano nell’ultima asta precedente
l’offerta di sottoscrizione delle obbligazioni verrà definito con il decreto”.
Secondo le previsioni del MiSE, nel periodo 2014-2017, ricorrendo al mercato finanziario per 2 miliardi all’anno, il peso degli incentivi sulla bolletta elettrica si ridurrebbe del 15-20%.
Si attendono ora conferme in merito da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, che pochi giorni fa ha fatto sapere tramite una nota che “La bozza del Dl Fare2 diffusa da un'agenzia stampa è solo una bozza tecnica di lavoro, peraltro ampiamente superata da ulteriori elaborazioni”.
