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Fase 2 nei luoghi di lavoro: le 12 linee guida per gli studi professionali

Confprofessioni ha stilato una lista di indicazioni da seguire per garantire la sicurezza di dipendenti e clienti negli studi professionali

Tutti gli operatori del mercato del lavoro si stanno domandando come gestire correttamente il ritorno alla nuova normalità durante la Fase 2 della pandemia da Covid-19, ciò vale anche per i professionisti, che devono capire come garantire la sicurezza a clienti e collaboratori all’interno dei luoghi di lavoro.
 
Per agevolare la diffusione di informazioni corrette, Confprofessioni, Confederazione italiana libere professioni, ha stilato un comodo documento contenente delle linee guida da seguire per tutelare la salute e la sicurezza negli studi professionali.
 
Il documento contiene un insieme di 12 punti, che chiariscono le modalità di applicazione del Protocollo del 24 aprile 2020 sulle misure per il contrasto e il contenimento del virus, sottoscritto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministero del Lavoro, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero della Salute e le parti sociali ed associazioni di categoria.
 
Il documento di Confprofessioni, disponibile alla fine del testo, può essere applicato dai professionisti che rientrano nelle aree professionali delle aree economica, tecnica e giuridica; mentre per gli operatori del settore sanitario saranno invece stabilite delle linee guida ad hoc. Ricordiamo inoltre che sono state stabilite anche le prescrizioni da rispettare nei cantieri durante questa critica Fase 2.


Presentiamo in breve i 12 punti contenuti nel documento realizzato da Confprofessioni:
  • Informazione. Collaboratori e dipendenti devono essere informati in merito all’obbligo di rimanere a casa in caso di febbre o con temperatura corporea superiore ai 37,5° C e di mantenere sempre le distanze di sicurezza sul luogo di lavoro.
  • Prima dell’ingresso in studio, il datore di lavoro, può rilevare la temperatura dei dipendenti, impedendo l’accesso agli uffici in caso si riscontrasse una temperatura superiore ai 37,5° C.
  • L’accesso agli uffici da parte di clienti, fornitori e visitatori in genere è concesso solo su appuntamento, richiedendo in ogni occasione l’utilizzo di mascherine e guanti.
  • Gli ambienti di lavoro, le aree comuni e le singole postazioni devono essere pulite accuratamente tutti i giorni, possibilmente con detergenti a base di alcool. La pulizia deve finire alla fine di ogni giornata o turno, ma deve essere prevista anche la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch e mouse.
  • Lo studio deve mettere a disposizione di dipendenti e soggetti esterni detergenti a base di alcool per le mani, anche attraverso specifici dispencer.
  • Per prevenire il contagio dovrà essere utilizzata, come strumento base, la mascherina chirurgica.
  • Gli spazi comuni degli uffici (distributori di bevande, snack, aree fumatori ecc.) dovranno essere ventilati in modo continuo, l’accesso dovrà essere contingentato e il tempo di sosta in quegli spazi dovrà essere ridotto. Le persone che sostano in queste aree dovranno mantenere la distanza di sicurezza di 1 metro.
  • Per favorire il distanziamento sociale si potrà provvedere ad una riorganizzazione del lavoro, attraverso orari differenziati e flessibilità oraria, così da limitare le presenze in studio e gli assembramenti all’entrate e all’uscita.
  • L’entrata e l’uscita dei dipendenti deve essere il più possibile scaglionata, così da ridurre gli assembramenti.
  • Riunioni, incontri, eventi interni e formazione dovranno essere limitati al minimo possibile. Possibilmente vanno evitate le riunioni in presenza, preferendo modalità di collegamento a distanza.
  • Nel caso in  cui una persona presente in studio sviluppi una sintomatologia coerente con quella dovuta al virus Covid-19 (febbre sopra i 37,5°C, tosse, difficoltà respiratoria), deve immediatamente avvertire il datore di lavoro, che dovrà isolarlo ed informare tempestivamente le autorità sanitarie.
  • Dovrà continuare, senza interruzioni, la sorveglianza sanitaria da parte del medico competente/RLS, approfondendo una collaborazione che può diventare un’ulteriore misura di prevenzione per la diffusione del Covid-19 nei luoghi di lavoro.
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