Focus normative

DLgs 48/2020: le critiche CNA ai contenuti del Decreto sulle Prestazioni Energetiche degli Edifici

CNA descrive i contenuti del Decreto Legislativo 48/2020 sulle Prestazioni Energetiche degli Edifici che “mettono a rischio” il settore impiantistico

Ad un paio di settimane dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo 48/2020 arriva il commento sui suoi contenuti da parte della CNA installazione impianti, confederazione che difende gli interessi di imprenditori, tecnici e professionisti direttamente colpiti dalla nuova normativa che, secondo la stessa CNA, va a creare non pochi problemi” al settore installazione impianti.
 
Nodi focali delle critiche della Confederazione sono l’articolo 3, comma 1, lettera b), il quale specifica una definizione per i “sistemi tecnici per l’edilizia” all’interno della quale si comprendono gli impianti termici, quelli elettrici ed elettronici, anche alimentati ad energie rinnovabili; e l’articolo 7, comma 1-ter, che prevede l’emanazione di un Decreto del Presidente della Repubblica che stabilisca i requisiti degli operatori che si occupano dell’installazione degli elementi edilizi e dei sistemi tecnici per l’edilizia.
 
A riassumere il punto di CNA è il suo Presidente, Carmine Battipaglia, secondo cui “È del tutto evidente che, qualora nella definizione di “sistemi tecnici per l’edilizia” fossero ricompresi, come appare, anche le varie tipologie di impianti, il DPR da emanare andrebbe a stabilire requisiti di abilitazione che si sommerebbero a quelli già previsti per i Responsabili Tecnici delle imprese installatrici oggi normati dall’art. 4, comma 1 del DM 37/08”.

Risulta fondamentale tenere conto del contesto normativo generale italiano in fatto di abilitazioni, dal momento che a questi ultimi requisiti vanno aggiunti anche l’aggiornamento dell’abilitazione per l’installazione degli impianti FER (con almeno 16 ore di formazione obbligatorie ogni 3 anni) e la certificazione obbligatoria per gli installatori di impianti caricati con f-gas. La presenza di questi precedenti obblighi rende quanto mai necessaria una coordinazione tra decreti e normative, così da rendere coerenti e lineari tra loro le abilitazioni proprie del settore impiantistico.

“Su questo aspetto abbiamo chiesto al MiSE di considerare l’opportunità  di aprire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria a fronte del fatto che, con i richiamati commi del DPR 48/2020, si andrebbe a modificare sostanzialmente un aspetto fondamentale della normativa che regola il mondo impiantistico come quella relativa all’abilitazione dei Responsabili Tecnici delle imprese del settore” ha raccontato il Presidente degli impiantisti CNA.
 
La Confederazione ritiene inoltre problematico il contenuto del comma 2 dell’art. 6 del D.Lgs. 48/2020, al punto che rischia di mettere a rischio tutto il sistema delle ispezioni agli impianti termici.
Questo comma introduce la possibilità di non ispezionare gli impianti termici di piccola taglia (<70 kW) ai fini del controllo dell’efficienza energetica, ritenendo sufficiente un controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o dal terzo responsabile.

Battipaglia in merito a questa problematica afferma che “Il nostro legislatore si è limitato in questo caso ad un acritico copia/incolla del testo della Direttiva 844, testo sul quale, in sede di audizione parlamentare, la CNA aveva espresso preoccupate valutazioni in quanto limita la possibilità di controllo degli impianti, della loro sicurezza ed efficienza, a rischio di compromettere le condizioni di sicurezza dell’utilizzatore finale e la corretta prestazione degli impianti stessi in termini di efficienza energetica”.
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