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In Italia nel 2020 i sistemi di accumulo sono cresciuti del 40% rispetto al 2019

I dati dell’Osservatorio Sistemi di Accumulo di ANIE Rinnovabili evidenziano che rispetto al 2019 le installazioni di sistemi di accumulo nel 2020 sono cresciute del 40%

Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Sistemi di Accumulo di ANIE Rinnovabili, l’associazione delle imprese costruttrici di componenti e impianti, fornitrici di servizi di gestione e di manutenzione, produttrici di elettricità in Italia e all’estero nel settore delle fonti rinnovabili quali fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermoelettrico, idroelettrico e solare termodinamico, in Italia nel 2020 la capacità dei sistemi di accumulo è aumentata del 40% rispetto al 2019.

Grazie al sistema di Gestione delle Anagrafiche Uniche Degli Impianti di produzione e delle relative unità “Gaudì” di Terna che consente di comunicare tutti i dati (anagrafici e tecnici) degli impianti e delle unità di produzione è stato possibile individuare il trend per l’anno 2020 delle installazioni dei sistemi di accumulo.  
Nello scorso anno sono stati installati 39706 sistemi di accumulo, per una potenza complessiva di 189 MW e una capacità massima utilizzata di 293 MWh (a cui vanno aggiunti ulteriori 60 MW e 250 MWh relativi agli impianti di Terna).

Praticamente tutti i sistemi di accumulo sono abbinati ad un impianto fotovoltaico di taglia residenziale; solo in Piemonte risulta uno storage di 7,2 MW per una capacità di 4,6 MWh abbinato a una centrale termoelettrica mentre in Toscana è presente uno storage di 35 kW per una capacità di 65 kWh abbinato a un impianto eolico.

In Italia la tecnologia più diffusa in assoluto per i sistemi di accumulo  è quella a base di litio (96,3%), seguita dal piombo (3,6%) e dal supercondensatore (0,1%), e l’Osservatorio segnala anche la presenza di 11 sistemi di accumulo ad idrogeno.

Per quanto riguarda la taglia, quasi tutti i sistemi di accumulo presenti nel territorio italiano (99%) sono di taglia minore di 20 kWh; di questi, il 44% ha una capacità inferiore o uguale a 5 kWh mentre il 40%  ha una capacità che va da 5 kWh a 10 kWh.

Dai dati ottenuti da Gaudì sulla tipologia di configurazione dei sistemi di accumulo si osserva che, seguendo un trend che ormai dura da qualche anno, più della metà (il 55%) sono installati lato produzione in corrente continua. Nei sistemi installati lato produzione in corrente alternata invece si registra un decremento del 4% rispetto ai dati del 2019, mentre i sistemi di accumulo installati post-produzione mantengono i valori dell’anno precedente. Nell’analisi non sono presenti sistemi di accumulo in configurazione di “autoconsumatore collettivo” o di “comunità energetica rinnovabile” poiché il GSE ne ha pubblicato i regolamenti a dicembre 2020 e l’Osservatorio di ANIE Rinnovabili ha preso in considerazione i dati fino al 31 dicembre 2020.

Guardando i dati regionali emerge che in Italia la Lombardia è la regione in cui si trovano più sistemi di accumulo (12.169 sistemi per una potenza di 51 MW e una capacità di 85 MWh), seguita dal Veneto (dove sono presenti 6.707 sistemi per una potenza di 30 MW e una capacità di 51 MWh), dall’Emilia Romagna (con 4.154 sistemi per una potenza di 21 MW e una capacità di 32 MWh) e dal Piemonte (20871 sistemi per una potenza di 23 MW e capacità di 29 MWh).

Dal lato delle nuove installazioni effettuate nel 2020 la classifica non cambia: rimane in testa la Lombardia, con 3.619 nuovi sistemi installati, seguita dal Veneto che registra 2.533 nuove installazioni e dall’Emilia Romagna, che nel 2020 ha installato 1.173 nuovi sistemi (un dato negativo se confrontato con le installazioni effettuate dalla regione nel 2019).

Le nuove installazioni hanno visto un forte incremento dopo il lockdown primaverile, superando le 1.000 unità e arrivando al record di 2.069 nuovi sistemi installati nel mese di luglio. Risultati più che buoni che vanno associati principalmente alle detrazioni al 50% più che al Superbonus, per il quale si sono dovute aspettare indicazioni più concrete che sono arrivate solamente verso l’ultimo trimestre 2020 e di cui si vedranno i risultati quando si andranno ad analizzare i dati del 2021. Un forte impulso è stato dato anche dalle nuove possibilità, sia per le detrazioni al 50% che al 110%, di cessione del credito e sconto in fattura anche agli istituti finanziari, e occorrerà aspettare gli effetti del DL Semplificazioni per vedere se ci saranno novità per le installazioni dei sistemi di accumulo.
 
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