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Energia eolica: segno particolarmente positivo nel secondo trimestre 2021

La capacità di energia eolica globale nel secondo trimestre 2021 supera di 6 volte quella dello stesso periodo nel 2020, con l’eolico offshore che supera l’onshore

Nel secondo trimestre 2021 nel mondo sono stati installati 12,78 GW di nuova capacità di energia eolica, derivanti da aste e gare d’appalto; un risultato sei volte maggiore rispetto ai numeri registrati nello stesso periodo nel 2020, in cui la nuova capacità installata è stata di 2,17 GW.

I dati provengono dall’analisi del GWEC, il Global Wind Energy Council, e dimostrano come il mercato, sebbene abbia registrato valori molto positivi, sia stato fortemente influenzato dalla pandemia da Covid-19 sia in questo che nel precedente anno, soprattutto durante il secondo trimestre del 2020, il periodo probabilmente più critico per tutti, che ha portato al posticipo di numerosi lavori e progetti.

L’eolico offshore ha rappresentato una delle fonti principali della nuova capacità eolica ottenuta durante il secondo trimestre 2021, con circa 8,5 GW, tra Europa, Asia e America. La Polonia, grazie al sostegno della Commissione europea, ha avviato progetti eolici offshore per circa 5,9 GW di capacità; la Francia ha avviato un asta per un progetto di eolico offshore galleggiante da 250 MW nell’Oceano Atlantico con il sostegno del governo. Il Giappone ha assegnato la prima asta per energia eolica da installazioni offshore galleggianti da 16,8 MW, l’unica del secondo trimestre 2021. In Nord America, seguendo l’ondata positiva del primo trimestre 2021, il New Jersey ha assegnato due progetti eolici offshore per un totale di 2,6 GW.

Per quanto riguarda l’eolico onshore, la nuova capacità installata nel secondo trimestre 2021 è stata di 4,2 GW, derivanti per quasi la metà dalla Cina e dall’Europa, in cui  è stato assegnato un totale di 2,1 GW di capacità eolica onshore attraverso aste in Germania, Polonia e Italia. Quello europeo però è un risultato ancora basso, causato da diversi problemi, come la “10H Distance Rule” in Polonia, che ostacola lo sviluppo di progetti eolici onshore poiché vieta la costruzione di turbine a una distanza inferiore a 10 volte l'altezza di punta della turbina eolica da qualsiasi abitazione residenziale, e le questioni legate alle autorizzazioni presenti sia in Germania che in Italia.

In Asia la Cina predomina nell’eolico onshore, aggiudicandosi tutte le aste nel secondo trimestre del 2021, un anno importante per il paese, poiché segna anche l’inizio del 14° Piano quinquennale cinese, anche se devono essere ancora terminati alcuni progetti riguardanti la capacità eolica onshore per oltre 30 GW e la capacità eolica offshore per più di 10 GW, approvati durante il precedente Piano.

Complessivamente possiamo considerare questi dati piuttosto incoraggianti, a dimostrazione della progressiva ripresa del settore eolico, che però presenta ancora qualche questione da risolvere, come sostiene il Responsabile Strategia e Market Intelligence di GWEC Feng Zhao.

“Le procedure di autorizzazione eccessivamente complesse e burocratiche rimangono una barriera critica del mercato, che crea alti tassi di abbandono per le domande di progetto e sta rallentando la diffusione dell'energia eolica nei paesi di tutto il mondo, dalla Germania all'India. Per raggiungere i nostri obiettivi climatici internazionali, è necessario creare un ambiente normativo ragionevole e positivo per garantire un approvvigionamento di successo e tempistiche di progetto regolari sia per l'eolico onshore che offshore” .

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