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Consumi energetici ed emissioni inquinanti crescono del 6% nel 2021: a rilento la transizione energetica italiana

L’analisi ENEA del 2^ trimestre 2021 mostra la crescita in Italia dei consumi di energia e delle emissioni di CO2

È stata resa nota l’analisi ENEA del 2^ trimestre 2021 del  sistema energetico italiano, che ne individua le criticità attuali e studia possibili scenari futuri della politica energetica ed ambientale avviata per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea.

In questi mesi dell’anno che segna la ripresa dalla crisi causata dal Covid-19, anno in cui si prevede una crescita generale di tutti i settori, i dati pubblicati dall’ENEA dimostrano come siano in forte aumento sia i consumi energetici che le emissioni di anidride carbonica. Al momento infatti, per entrambi si registra un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente, che determina un inevitabile freno alla transizione energetica dell’Italia.

Dall’ultima analisi trimestrale dell’Agenzia  si può osservare come la richiesta di energia elettrica sulla rete abbia registrato un crescita pari al 14% (+9,5 TWh) , rispetto allo stesso periodo nel 2020, quando era già diminuita di oltre 11 TWh rispetto all’anno precedente. Secondo i ricercatori, la crescita di domanda è stata determinata dall’aumento del PIL e della produzione industriale, che a loro volta hanno causato un incremento delle emissioni di CO2.

Forti innalzamenti dei consumi si sono registrati ad aprile, perché  le rigide temperature  hanno portato ad un maggiore utilizzo del riscaldamento, e a giugno, poiché è stato un mese molto caldo che ha richiesto un impiego anticipato dei sistemi di raffrescamento. Anche il riutilizzo dei trasporti, che aveva subito uno stallo nell’anno precedente, ha contribuito a maggiori consumi, insieme alle attività provenienti dall’industria energivora.

L’analisi ENEA evidenzia anche un incremento dei combustibili fossili: il petrolio cresce del 30% rispetto allo stesso periodo del 2020 e il gas naturale del 21%, mentre carbone  e rinnovabili ottengono un risultato negativo (rispettivamente del -2% e del -1%), con le importazioni di elettricità che vengono quadruplicate.

Le emissioni inquinanti aumentano notevolmente (+25% rispetto allo stesso periodo del 2020) principalmente a causa della ripresa dei trasporti (60%), e in maniera minore per il settore civile, per l’industria e per la generazione elettrica.

“L’aumento delle emissioni e l’innalzamento degli obiettivi UE al 2030 hanno comportato un nuovo sostanziale allontanamento dalla traiettoria di decarbonizzazione prevista. Per quanto riguarda il 2022, sarà difficile andare oltre a una stabilizzazione delle emissioni sui livelli attesi per fine 2021”, spiega Francesco Gracceva, il ricercatore ENEA che ha coordinato l’analisi.

Si osserva un risultato poco incoraggiante anche per l’ISPRED, l’indice elaborato dall’ENEA per valutare l’andamento della transizione energetica del paese,  basato su dati derivanti provenienti dalla sicurezza dei sistema, dai prezzi dell’energia e dalla decarbonizzazione, che tra aprile e giugno 2021 è diminuito del 28% rispetto al trimestre precedente e del 39% rispetto al 2^ trimestre 2020. Un risultato imputabile all’aumento delle emissioni, al settore della raffinazione che è difficile da decarbonizzare, all’aumento dei prezzi dell’energia, specialmente per il gas e per l’elettricità per imprese e famiglie.

L’analisi fornisce informazioni  interessanti anche sullo stato attuale delle tecnologie meno inquinanti, che confermano il forte aumento  della dipendenza  dell’Italia  dall’estero nello scambio commerciale di prodotti low-carbon, tra cui spiccano generatori eolici, dagli accumulatori agli ioni di litio, dalla mobilità a basse emissioni.

Segnali positivi, seppur in maniera minima, si notano osservando le performance commerciali del settore del solare termico, dei componenti per accumulatori e per  sistemi eolici e delle celle fotovoltaiche, e nonostante la forte dipendenza dall’estero, anche il settore dei veicoli ibridi ed elettrici registra un buon risultato per l’esportazione.
 
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