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Come sono crollati i consumi di energia nel 2020: l’analisi ENEA
ENEA ha condiviso la propria analisi trimestrale per il primo periodo del 2020: i consumi energetici sono crollati del 20% a marzo per via della crisi da Covid
Come sono cambiati i consumi di energia a causa del Covid-19? Un’analisi dei dati più recenti è stata effettuata dall’ENEA che, nonostante la crisi, ha pubblicato la sua Analisi trimestrale del sistema energetico italiano. In questo documento, che analizza l’andamento di consumi, prezzi ed emissioni di CO2 nel primo trimestre del 2020, si evidenzia un calo dei consumi di energia primaria e finale del 7% rispetto allo stesso periodo del 2019.
Il mese di marzo, considerato da solo, ha fatto registrare un crollo del -15%, mentre l’ENEA stima che nel secondo trimestre 2020 si potrà arrivare addirittura a un calo del 20%, per una media semestrale che sia ben al di sotto del 10% considerando i consumi primari e quelli finali.
È soprattutto da marzo che i consumi elettrici nazionali hanno iniziato a contrarsi – coerentemente con i tempi del lockdown – stabilizzandosi a un -20% su base nazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato interessante è quello delle regioni del Nord, nelle quali i consumi di elettricità sono calati addirittura del -30%.
Come per l’elettricità, anche i consumi di gas naturale sono crollati significativamente, stabilizzandosi a un -30% nella seconda metà di marzo, mentre i carburanti quali gasolio e benzina hanno toccato minimi storici in questo periodo, raggiungendo un -43%.
Come conseguenza diretta del crollo dei consumi energetici, sono scese del -10% anche le emissioni di CO2, con la previsione di arrivare a un -15% su base semestrale. “Un calo senza precedenti – ha commentato Francesco Gracceva, esperto ENEA che ha lavorato all’Analisi – tenuto conto che nel 2019 si è registrato un -1,5%, grazie al phase out del carbone, favorito dai bassi prezzi del gas naturale e dal rialzo delle quotazioni dei permessi di emissione. Ciò nonostante, negli ultimi anni in Italia si sono ridotte meno dei principali paesi europei, pur a fronte di un andamento dell’economia meno positivo”.
Questa grande variazione nei consumi di energia causata dalla crisi sanitaria, e le gravi conseguenze che questa ha avuto sui mercati all’ingrosso nel primo trimestre del 2020, ha provocato anche importanti conseguenze sui prezzi delle componenti energia e gas. “Nella media del I semestre 2020 il prezzo dell’elettricità sul mercato tutelato sarà inferiore del 13% rispetto al II semestre 2019, quello del gas del 9%, a fronte di ribassi della materia prima del 26% per l’elettricità e del 12% per il gas. Queste diminuzioni – chiarisce Gracceva – non hanno ancora recepito pienamente i cali dei prezzi all’ingrosso, che nel semestre potranno essere intorno al 30% per l’elettricità, del 20% per il gas”.
Quello del 2020, e della crisi senza precedenti che stiamo attraversando, è un crollo dei consumi straordinario, che segue però il trend di calo dei consumi di energia primaria e finale che erano stati registrati nel 2019. L’anno scorso i consumi erano scesi di oltre un punto percentuale per via del calo della produzione industriale e per via delle temperature più miti, che avevano quindi provocato il calo dei consumi dell’energia per il riscaldamento invernale.
Focalizzandosi per un attimo sulle fonti utilizzate, si evidenzia la crescita del ruolo del gas (+9%) che rappresenta il 36% dell’energy mix ed è tornata la principale fonte di energia primaria. Nonostante un calo del -25% del carbone, sono rimaste stabili al 75% le fonti fossili, mentre per le rinnovabili si è registrato un aumento del +14% per l’eolico e del +9% per il fotovoltaico, mentre è sceso il ruolo dell’idroelettrico, con un calo del -6%.
In questa prima Analisi trimestrale ENEA per il 2020, disponibile in allegato all’articolo, è stato esaminato anche il valore degli scambi internazionali delle tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, vale a dire fotovoltaico, solare termico, eolico, veicoli elettrici e ibridi, accumulatori.
ENEA, analizzando il saldo normalizzato italiano dal 2015 al 2019, ha messo in luce una sempre maggiore dipendenza del nostro Paese dalle importazioni. Alla fine del 2019 l’indicatore si è stabilizzato a -0,53, cioè un valore negativo piuttosto elevato. Tra gli altri, uno dei valori più negativi, è quello della mobilità a basse emissioni: con l’indicatore che a raggiunto un -0,97 per i veicoli ibridi e un -0,89 per quelli elettrici. Ciò si traduce in un saldo negativo di 1,53 miliardi di dollari, un valore importante, che va inevitabilmente a incidere sulla bilancia commerciale nazionale.
Per dati più precisi e dettagliati, ma anche per le rappresentazioni grafiche dei trend di consumi di energia nel primo trimestre 2020 invitiamo a scaricare l’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano (1/2020) disponibile qui di seguito.
Il mese di marzo, considerato da solo, ha fatto registrare un crollo del -15%, mentre l’ENEA stima che nel secondo trimestre 2020 si potrà arrivare addirittura a un calo del 20%, per una media semestrale che sia ben al di sotto del 10% considerando i consumi primari e quelli finali.
È soprattutto da marzo che i consumi elettrici nazionali hanno iniziato a contrarsi – coerentemente con i tempi del lockdown – stabilizzandosi a un -20% su base nazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato interessante è quello delle regioni del Nord, nelle quali i consumi di elettricità sono calati addirittura del -30%.
Come per l’elettricità, anche i consumi di gas naturale sono crollati significativamente, stabilizzandosi a un -30% nella seconda metà di marzo, mentre i carburanti quali gasolio e benzina hanno toccato minimi storici in questo periodo, raggiungendo un -43%.
Come conseguenza diretta del crollo dei consumi energetici, sono scese del -10% anche le emissioni di CO2, con la previsione di arrivare a un -15% su base semestrale. “Un calo senza precedenti – ha commentato Francesco Gracceva, esperto ENEA che ha lavorato all’Analisi – tenuto conto che nel 2019 si è registrato un -1,5%, grazie al phase out del carbone, favorito dai bassi prezzi del gas naturale e dal rialzo delle quotazioni dei permessi di emissione. Ciò nonostante, negli ultimi anni in Italia si sono ridotte meno dei principali paesi europei, pur a fronte di un andamento dell’economia meno positivo”.
Questa grande variazione nei consumi di energia causata dalla crisi sanitaria, e le gravi conseguenze che questa ha avuto sui mercati all’ingrosso nel primo trimestre del 2020, ha provocato anche importanti conseguenze sui prezzi delle componenti energia e gas. “Nella media del I semestre 2020 il prezzo dell’elettricità sul mercato tutelato sarà inferiore del 13% rispetto al II semestre 2019, quello del gas del 9%, a fronte di ribassi della materia prima del 26% per l’elettricità e del 12% per il gas. Queste diminuzioni – chiarisce Gracceva – non hanno ancora recepito pienamente i cali dei prezzi all’ingrosso, che nel semestre potranno essere intorno al 30% per l’elettricità, del 20% per il gas”.
Quello del 2020, e della crisi senza precedenti che stiamo attraversando, è un crollo dei consumi straordinario, che segue però il trend di calo dei consumi di energia primaria e finale che erano stati registrati nel 2019. L’anno scorso i consumi erano scesi di oltre un punto percentuale per via del calo della produzione industriale e per via delle temperature più miti, che avevano quindi provocato il calo dei consumi dell’energia per il riscaldamento invernale.
Focalizzandosi per un attimo sulle fonti utilizzate, si evidenzia la crescita del ruolo del gas (+9%) che rappresenta il 36% dell’energy mix ed è tornata la principale fonte di energia primaria. Nonostante un calo del -25% del carbone, sono rimaste stabili al 75% le fonti fossili, mentre per le rinnovabili si è registrato un aumento del +14% per l’eolico e del +9% per il fotovoltaico, mentre è sceso il ruolo dell’idroelettrico, con un calo del -6%.
In questa prima Analisi trimestrale ENEA per il 2020, disponibile in allegato all’articolo, è stato esaminato anche il valore degli scambi internazionali delle tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, vale a dire fotovoltaico, solare termico, eolico, veicoli elettrici e ibridi, accumulatori.
ENEA, analizzando il saldo normalizzato italiano dal 2015 al 2019, ha messo in luce una sempre maggiore dipendenza del nostro Paese dalle importazioni. Alla fine del 2019 l’indicatore si è stabilizzato a -0,53, cioè un valore negativo piuttosto elevato. Tra gli altri, uno dei valori più negativi, è quello della mobilità a basse emissioni: con l’indicatore che a raggiunto un -0,97 per i veicoli ibridi e un -0,89 per quelli elettrici. Ciò si traduce in un saldo negativo di 1,53 miliardi di dollari, un valore importante, che va inevitabilmente a incidere sulla bilancia commerciale nazionale.
Per dati più precisi e dettagliati, ma anche per le rappresentazioni grafiche dei trend di consumi di energia nel primo trimestre 2020 invitiamo a scaricare l’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano (1/2020) disponibile qui di seguito.
