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Cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2 per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica

Lo sviluppo delle tecnologie CCUS per la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio della CO2 sarà fondamentale per la transizione energetica dell’Europa

La Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) ha pubblicato un documento sulle tecnologie di CCUS, acronimo che indica la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio (carbon capture, utilisation and storage), in grado di ridurre o eliminare le emissioni di CO2.

Un team di esperti internazionali insieme ad una task force della Commissione ha realizzato questo studio che mostra come le CCUS siano fondamentali per garantire una transizione verso l’energia pulita sicura e sostenibile, secondo gli accordi di Parigi e l’Agenda 2030, che stanno giungendo al termine.

L’utilizzo su larga scala delle tecnologie per la cattura, l’uso e lo stoccaggio del carbonio nell’aree europea è essenziale per la decarbonizzazione del settore energetico e di quei settori industriali “hard-to-abate”, fortemente legati all’uso di carburanti fossili e nei quali è difficile abbattere le emissioni inquinanti, come le industrie pesanti e dei trasporti stradali e navali.

Queste CCUS  potrebbero essere utilizzate finché le tecnologie energetiche a basse o zero emissioni di prossima generazione non saranno completamente efficienti, efficaci e disponibili. Ma la quantità di CO2 che dovrebbe essere rimossa per raggiungere gli obiettivi climatici europei è di gran lunga maggiore rispetto all’attuale capacità di queste tecnologie. È per questo motivo che sono sempre più necessari gli investimenti nelle CCUS e nelle energie a zero emissioni, per evitare le conseguenze estreme dei cambiamenti climatici.

Nel documento pubblicato da UNECE sulle tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio sono presentati 31 progetti europei e nordamericani per lo sviluppo di questo sistema. Nel dettaglio, la cattura di CO2 avviene da industrie come quelle di cemento, acciaio, produzione di idrogeno da combustibile fossile, incinerazione dei rifiuti, biomasse, o direttamente dall’aria. Lo stoccaggio si effettua in falde acquifere o attraverso il recupero terziario, mentre l’utilizzo riguarda la mineralizzazione e i processi chimici e/o biologici.

Le CCUS richiedono però una vasta capacità di stoccaggio, che secondo alcune analisi potrebbe trovarsi nei territori nel nord America e nell’Europa occidentale, e si sta valutando anche qualche area più orientale. Un’altra questione critica riguarda il costo di queste tecnologie, che rappresenta il loro ostacolo maggiore. Gli esperti hanno calcolato che il costo della distribuzione di CCUS pianificata fino al 2050 solo per l’Europa potrebbe arrivare a costare 320 miliardi di euro, con altri 50 miliardi di costi per le infrastrutture.

UNECE evidenzia la necessità e l’urgenza di migliorare il rapporto costo-efficacia di queste tecnologie per sostenere gli impegni ambientali presi dalla comunità europea. Tra i paesi in prima linea troviamo la Scandinavia, gli Stati Uniti e il Regno Unito, che stanno sviluppando progetti pilota per arrivare alla neutralità climatica anche attraverso la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio.

"È necessaria una forte volontà politica per rendere l'energia accessibile, pulita, affidabile, sostenibile e moderna per tutti una realtà entro il 2030", ha affermato il segretario esecutivo dell'UNECE Olga Algayerova
 
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