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Calo da record di consumi ed emissioni: l’analisi di ENEA

L’analisi trimestrale del sistema energetico italiano redatta da ENEA evidenzia un calo estremamente significativo nei consumi energetici e nelle emissioni di CO2

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ENEA ha pubblicato l’analisi trimestrale del sistema energetico italiano che valuta le tre dimensioni della politica energetica del nostro paese, ossia decarbonizzazione, sicurezza e costo dell’energia.

I risultati per il 2020 dimostrano un calo record dello scenario energetico, con una diminuzione del 10% per i consumi energetici  e del 12% per quanto riguarda le emissioni di CO2 rispetto all’anno precedente.

“Le emissioni di CO2 sono diminuite più dei consumi di energia (12% contro 10%), poiché il decremento ha riguardato soprattutto fonti fossili e, in particolare, quelle a maggiore intensità carbonica come petrolio e carbone” spiega Francesco Gracceva, il ricercatore ENEA che coordina l’Analisi trimestrale.

Nel complesso, l’analisi evidenzia un segno positivo verso la transizione energetica del paese, con i valori dell’indice ISPRED che registrano un miglioramento dei prezzi e della decarbonizzazione, anche se riporta un leggero calo nella sicurezza energetica a causa del grande aumento dei volumi di energia rinnovabile non programmabile.  

Si nota una crescita anche nelle importazioni di tecnologie low carbon del 27% (che corrisponde a 2,2 miliardi di euro), che si traduce con una discreta dipendenza dai mercati esteri, e un segno, seppure ancora in minima parte, positivo delle esportazioni di veicoli elettrici ibridi plug-in.

Un’importante conquista del sistema energetico italiano in questa fase di analisi è rappresentata dal fotovoltaico, che è riuscito a raggiungere il pareggio commerciale.

Sono invece diminuiti i prezzi dell’energia elettrica, per le imprese del 15%, mentre per i consumi domestici del 10%. Anche il prezzo del gas era sceso significativamente nei trimestri precedenti, ma nell’ultimo trimestre del 2020 si è registrata una ricrescita sia a livello industriale che a livello domestico.

Un altro dato importante di questa analisi trimestrale riguarda le energie rinnovabili che, rispetto ai consumi finali, ricoprono una quota del 20%, un risultato grazie al quale  l’Italia si posiziona oltre lo standard europeo, posto al 17%.

“Se i consumi totali fossero rimasti sui livelli del 2019 la quota di FER si sarebbe fermata poco oltre il 18,1%, a conferma del fatto che la progressione verso il target stabilito nel PNIEC per il 2030 (30%) rimane lenta, e ancor più lontano risulta il nuovo target Ue. Il 2020 ha infatti segnato un ulteriore rallentamento delle installazioni di nuova capacità elettrica rinnovabile, ferme a circa 1/4 di quanto sarebbe necessario per raggiungere gli obiettivi 2030”, conclude Gracceva.

Gli effetti della pandemia da coronavirus hanno infatti inciso molto non solo sul sistema economico, ma anche sullo scenario energetico globale.
Per una lettura più approfondita alleghiamo il documento riportante la sintesi dell’analisi di ENEA.
 
 
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