Focus Mercati

24.10.2019
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Aumento dei prezzi e crollo della produttività FER frenano la transizione energetica nazionale

Crescita della domanda energetica, calo delle FER e aumento delle emissioni: brutte notizie per la transizione energetica italiana
Rallenta in modo preoccupante la transizione energetica Italiana. Secondo l’Analisi del sistema energetico italiano dall’ENEA per il primo semestre del 2019 si è arrestato il calo delle emissioni di gas serra, è rallentata la produzione energetica da rinnovabili ed i prezzi dell’energia da FER rimangono superiori alla media europea.
 
In linea con queste cifre cala infatti del -5% l’indice ENEA-ISPRED, il quale dà misura della transizione energetica sulla base dei prezzi dell’energia, della decarbonizzazione e del sistema energetico nazionale.
Di queste tre variabili dell’indice – ha spiegato  Francesco Gracceva, coordinatore dell’Analisi - solo la sicurezza ha segnato un andamento positivo (+5%) soprattutto grazie all’ampia disponibilità di materia prima sui mercati internazionali, mentre i prezzi e la decarbonizzazione registrano, rispettivamente, un -11% e un -8% andando a penalizzare l’indice”.
 
“Nonostante la stagnazione dell’economia, l’arretramento della produzione industriale in particolare nei settori energy intensive e il calo dei consumi di energia primaria (-1%), nei primi sei mesi dell’anno le emissioni di CO2 non sono scese, a causa della decisa accelerazione nel II trimestre (+4%). Questi dati sottolineano la difficoltà di ‘disaccoppiare’ consumi energetici ed economia – ha raccontato Gracceva - un fenomeno decisamente negativo che si verifica dal 2015 in poi. E le nostre proiezioni per il resto dell’anno confermano questa criticità”.
 
Tra gli elementi che destano preoccupazione c’è inoltre la variazione dei prezzi che, nonostante abbiano avuto un’evoluzione al ribasso nei mercati all’ingrosso, sono comunque superiori rispetto alla prima metà del 2018. Dai dati ENEA si evince che i prezzi del gas sono aumentati del 10% per i consumatori industriali e dell’8% per i consumatori domestici, mentre in UE l’aumento medio si è fermato al 5%. Il prezzo dell’energia elettrica è aumentato a sua volta, segnando un +7% sia per i consumatori industriali che domestici, mentre in media in UE sono aumentati del 4%.
 
“Per il consumatore domestico tipo – ha chiarito il ricercatore - il prezzo dell’elettricità è costantemente aumentato nell’ultimo decennio, con un +23% nel I semestre 2019 rispetto al I semestre 2009; le imprese, invece, hanno iniziato a usufruire di una serie di cali e, da inizio del 2018, si stanno avvicinando alla media Ue, in particolare per quanto riguarda le industrie energivore, grazie agli sgravi introdotti dalla riforma degli oneri di sistema”.
Se da un lato il prezzo del gas sul mercato europeo è sceso notevolmente (-33% in 6 anni) le imprese hanno visto scendere la propria spesa del 4%, mentre per i consumatori finali la spesa è comunque aumentata del 9%, in modo particolare per l’effetto dell’incremento degli oneri di sistema, delle spese per il trasporto dell’energia e per i costi di gestione dei contatori.
 
Nel primo semestre dell’anno sono scesi dell’-1% i consumi di energia (rispetto allo stesso periodo del 2018) così come anche la produzione energetica da fonti rinnovabili, diminuita del -2,5% anche per l’intenso crollo della produzione idroelettrica (-17%).
 
Per tutti i dati sull’andamento della transizione energetica italiana nel primo semestre del 2019 mettiamo a disposizione qui di seguito L’analisi trimestrale del sistema energetico italiano redatta dall’ENEA.
 

Documentazione disponibile

L’Analisi del sistema energetico italiano dall’ENEA - I semestre 2019
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