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Target UE rinnovabili, accordo raggiunto con obiettivo del 32% al 2030

Raggiunto l’accordo sul target UE per le rinnovabili ma per l’efficienza energetica è stallo. I piccoli impianti FER sono esenti dagli oneri di rete

L’Unione Europea ha raggiunto un accordo su un nuovo e più ambizioso target UE per lo sviluppo delle rinnovabili entro il 2030: entro 12 anni si dovrà infatti raggiungere una produzione di rinnovabili pari al 32% come previsto dalla nuova direttiva rinnovabili.
 
Il primo ad annunciare il raggiungimento di un accordo sui nuovi obiettivi della direttiva europea sulle rinnovabili (anche indicata come RED11) è stato l’europarlamentare Sean Kelly attraverso un Tweet pubblicato alle 4:21 del mattino del 14 giugno. Un accordo raggiunto nel pieno della notte dagli europarlamentari incaricati che dalla mezzanotte erano rimasti senza interpreti, ma sono stati sostenuti ed aiutati nelle trattative dal commissario europeo per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete.
 
L’accordo oltre ad introdurre un nuovo obiettivo vincolante del 32% per le fonti rinnovabili da raggiungere entro il 2030 ed una “clausola di revisione al rialzo entro il 2023” prevede anche delle novità concernenti il settore dei trasporti e gli oneri per la produzione dell’energia da FER.
 
È stato infatti stabilito un target del 14% da raggiungere entro il 2030 per l’utilizzo delle energie rinnovabili nei trasporti e si è concordato sull’eliminazione graduale dell’utilizzo dell’olio di palma da questo settore.
 
La RED11 introduce inoltre una nuova e precisa definizione di “comunità energetica” ed “autoconsumo” prevedendo inoltre l’esonero dal pagamento degli oneri di rete per i piccoli impianti con potenza inferiore ai 25 kW.
 
Le rinnovabili fanno bene all’Europa e, oggi, l’Europa è un produttore capace di rinnovabili. Questo accordo arriva come il positivo esito di una battaglia vinta allo scopo di sbloccare il vero potenziale della transizione Europea alla sostenibilità – ha commentato Arias Miguel CañeteQuesto nuovo ambizioso target ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi e sarà stimolo alla creazione di nuovi posti di lavoro, inferiori costi in bolletta e minori import energetici.Sono particolarmente soddisfatto dell’obiettivo del 32% e la sua natura vincolante servirà da migliore garanzia per gli investitori. Ora invito il Parlamento Europeo e il Consiglio a continuare i negoziati con lo stesso impegno al fine di completare il resto delle proposte del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei. Ciò ci metterà sulla giusta strada verso la strategia a lungo termine che la commissione intende presentare entro la fine dell’anno”
 
L’accordo sull’obiettivo di efficienza da adottare per il 2030 rimane invece lontano: i negoziati sono stati duri e intensi ma le differenti opinioni in merito sono state inavvicinabili con il Parlamento UE che insisteva per non scendere al di sotto del 32,5% mentre la Bulgaria, in quanto responsabile del semestre di presidenza del Consiglio si è imposta per non arrivare ad un target così elevato.
 
Nonostante il mancato raggiungimento dell’accordo sull’efficienza i rappresentanti europei e la maggior parte degli esponenti nazionali e internazionali del settore delle rinnovabili salutano positivamente il raggiungimento di questo nuovo accordo sul target UE per la produzione e utilizzo di rinnovabili.
 
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