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Celle solari, un progetto UE ha sviluppato una tecnologia per aumentarne l’efficienza dell’1%

ENEA, come partner del Progetto AMPERE, ha trovato il modo per portare le proprie celle fotovoltaiche da un’efficienza del 23,5% al record di 24,5%

In Europa si festeggia il raggiungimento di un nuovo traguardo: nell’ambito del Progetto AMPERE, finanziato dal programma HORIZON 2020, è stata sviluppata una tecnologia innovativa che permette di alzare l’efficienza delle celle solari fotovoltaiche di 1 punto percentuale.
 
Questo 1% aggiuntivo, che ha portato le già molto efficienti celle prodotte nei laboratori ENEA, da un’efficienza 23,5% a 24,5%, è stato ottenuto grazie alla sostituzione dei tradizionali strati di silicio amorfo con strati di ossidi conduttivi.
Il progetto AMPERE è stato finanziato con 14 milioni di euro ed ha coinvolto: ENEL Green Power, CNR, Rise Technology ed altri soggetti europei leader del settore fotovoltaico tra cui CEA, Fraunhofer-ISE, Meyer Burger e NorSun; che hanno collaborato per dare avvio ad una produzione italiano/europea di pannelli solari ad alta efficienza, sostenendo l’aumento di competitività del settore.


ENEA ha annunciato che questo possibile aumento dell’1% in efficienza potrebbe produrre degli importanti riscontri sul mercato. Tenendo conto che le celle fotovoltaiche più efficienti commercializzate finora hanno un’efficienza del 22% circa, un aumento dell’1% potrebbe corrispondere a una riduzione di circa il 6% dei costi di produzione.
 
Questo risultato, ad ogni modo, è solo un piccolo step verso un obiettivo più importante. Dapprima il progetto prevede la produzione di moduli con capacità produttiva di 200 MW/anno, che entro il 2022 dovrà essere ampliata fino a realizzare un impianto da 1 GW/anno e, da ultimo, si procederà alla produzione di moduli fotovolatici bifacciali.
 
Dal Laboratorio Tecnologie Fotovoltaiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA, Massimo Izzi ha spiegato che “Nel settore fotovoltaico la sfida prioritaria è riuscire ad aumentare l’efficienza energetica, rendendo le strutture in grado di sfruttare meglio l’energia del sole e di ridurre il più possibile da dispersione: per questo in ENEA stiamo lavorando a materiali e soluzioni sempre più affidabili e sostenibili.” Ha aggiunto poi “Punto di forza degli ossidi conduttivi è la maggiore trasparenza che consente di ‘catturare’ più luce e di massimizzare i parametri di conversione fotovoltaica della cella ad eterogiunzione.”
 
“Il progetto – ha spiegato Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili ENEA – si propone di ricreare una filiera industriale competitiva, che vada dalle materie prime al dispositivo finale, nel settore del fotovoltaico europeo e in particolar modo per quello italiano, facendo leva sulla forte capacità di innovazione tecnologica di cui possiamo disporre a livello di ricerca e di imprese.”
È un’occasione unica – ha concluso – per recuperare competitività in un campo a forte presenza di Paesi non europei e, allo stesso tempo, dare attuazione al Green Deal e alla transizione energetica.”
Di seguito un utile video informativo ENEA che descrive i metodi costruttivi che hanno permesso di aumentare dell’1% l’efficienza energetica delle celle solari fotovoltaiche. frame width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/YGmmscW7VQY" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen>
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