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Superbonus: l’aumento dei costi delle materie prime lo rende ancora conveniente?

Un’indagine effettuata dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA) denuncia le speculazioni della catena di fornitura del settore dell’edilizia, mettendo in dubbio i benefici del Superbonus per le imprese

Il settore dell’edilizia, dopo una crisi che andava avanti dal 2008 e che la pandemia non ha certamente risolto, con l’entrata in vigore del decreto Rilancio e in particolare con le misure agevolative previste dal  Superbonus 110, ha finalmente visto una crescita importante.

L’indagine su  “La ripresa del settore delle costruzioni tra agevolazioni e aumenti delle materie prime” recentemente effettuata dal Centro Studi della CNA, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato, ha analizzato un campione composto da piccole imprese artigiane che si occupano di installazione di impianti, di edilizia e di serramenti. Più della metà di queste imprese ha dichiarato che l’introduzione delle agevolazioni fiscali per gli interventi edilizi sta avendo un importante risultato positivo sulla loro attività, con percentuali molto positive: per le imprese dei serramenti per il 65,9%, per le imprese di installazione per il 56,3% e per il 55,4% per quelle dell’edilizia.

L’aumento dell’attività di queste imprese gli ha portato non solo benefici economici, ma gli ha consentito inoltre di accrescere le competenze interne e la rosa di lavori e servizi offerti, di assumere nuovo personale e di sperimentare diversi fornitori.

Ma gli incentivi previsti dal decreto Rilancio stanno portando anche ad un altro risultato, decisamente meno positivo: il costo di materiali, materie prime e apparecchiature che si utilizzano nel settore dell’edilizia sta aumentando vertiginosamente rispetto all’anno precedente, prima della pandemia, come segnalano quattro imprese su cinque.

Nel dettaglio, l’analisi della CNA segnala che i metalli hanno subito un aumento del 20,8%, i materiali termoisolanti del 16%, i materiali per gli impianti del 14,6%, il legno del 14,3%, malte e collanti del 9,4% e per i laterizi 11,3%, mentre nel settore dei serramenti l’aumento si è contenuto intorno al 10%.

Tutto questo sta accadendo perché, secondo le imprese interpellate, ci sono delle speculazioni da parte della catena di fornitura del settore dell’edilizia, che potrebbero vanificare tutti i benefici portati finora dall’applicazione degli incentivi del Superbonus. Il problema principale sta nell’impossibilità, da parte delle imprese, di adeguare il valore dei contratti già precedentemente firmati all’aumento di prezzi che si sta verificando ora, poiché la legge gli impone la giustificazione dei costi attraverso prezzari ufficiali che però non sono ancora stati aggiornati sulla base degli aumenti attuali.

Più della metà delle imprese analizzate denuncia una perdita di profitti a causa di questa situazione; alcune, nel frattempo, cercano di rivedere, per quanto possibile, i prezzi con la clientela, e altre ancora tentano di trovare fornitori più vantaggiosi.

Fin da quando è stato introdotto, il progetto del Superbonus ha destato molti dubbi e perplessità, a causa della mancanza di programmazione e specifiche tecniche, ma la grande possibilità che queste detrazioni offrono ai cittadini e alle imprese è sicuramente un’occasione da cogliere,  e sarebbe un vero peccato non riuscire a vederne i risultati previsti.
 
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