Focus incentivi

Per la riqualificazione dell’edilizia l'Italia deve partire dalla Pubblica Amministrazione

Secondo Anima Confindustria per raggiungere gli obiettivi di innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica l’Italia deve puntare anche sugli incentivi per la PA

Per gestire al meglio le risorse del Next Generation EU Anima Confindustria sta lavorando, in collaborazione con altri enti e istituzioni, alla realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per apportare un miglioramento nel contesto italiano su innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica.

La chiave per raggiungere questi traguardi, secondo Anima Confindustria, starebbe nell’ammodernamento e nella riqualificazione delle strutture  e degli edifici partendo quelli della Pubblica Amministrazione.

Come spiega Marco Nocivelli, presidente di Anima, “È importante sfruttare l’occasione dal Recovery Plan per agire sulla riqualificazione dell’esistente, specialmente per quanto riguarda gli edifici della pubblica amministrazione. Oggi il Superbonus è una misura forte, ma interviene solo nel settore privato e ha scadenza già alla fine del primo semestre 2022. Il Conto Termico potrebbe essere uno strumento di rilancio per gli edifici della PA, ma la procedura è ancora troppo lenta e complicata: con tutte queste incertezze fatica a decollare. I criteri di accesso al credito devono essere semplici, gli incentivi devono essere forti. Ma, soprattutto, una volta erogati, i fondi devono essere spesi in maniera sensata e coerente”.

Per una piena e ottimale gestione degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici è quindi necessario che le procedure di accesso al credito vengano semplificate il più possibile, per rendere concreto l’utilizzo di questi vantaggi sia da parte del settore pubblico che dal privato.

Anima Confindustria inoltre suggerisce che, a questo scopo, sarebbe utile la creazione di una figura professionale specializzata nella gestione dei capitali per l’efficientamento energetico degli edifici della Pubblica Amministrazione, sulla base dei “manager dell’energia” che sono stati inseriti all’interno delle imprese cosiddette “energivore”, definizione introdotta nel 2018 per inquadrare le grandi e medie aziende che hanno un consumo energetico elevato (maggiore o uguale a 1GWh).

Gli obiettivi di riqualificazione energetica annua stabiliti dalla comunità europea indicano che dovrebbe essere riconvertito almeno il 3% degli edifici esistenti, ma l’Italia sembra essere decisamente lontana dal raggiungimento di questi risultati.

La soluzione al ritardo italiano, secondo Anima Confindustria, starebbe proprio nella creazione e nell’utilizzo, sia in ambito pubblico che privato, di strumenti di incentivazione che siano realmente fruibili, che dispongano di una certificazione precisa e che i pagamenti per queste procedure siano puntuali.

La rigenerazione urbana gioca un ruolo chiave in questo, come sottolinea Nocivelli, per il miglioramento energetico e per la riduzione delle emissioni, e grazie agli incentivi dovrebbe puntare ad intervenire sul patrimonio edilizio esistente, piuttosto che crearne di nuovo, per migliorarne i consumi.
 
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