Focus Incentivi
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FER elettriche: APER commenta l’insuccesso di Aste e Registri
APER, Associazione di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili commenta l'insuccesso delle aste e dei registri legati al Quinto Conto Energia, i quali, dopo la chiusura, non hanno raggiunto il tetto massimo per gli incentivi.
La pubblicazione delle graduatorie di Aste e Registri con le FER elettriche ammesse al Quinto Conto Energia ha suscitato qualche perplessità all’APER, l’Associazione di Produttori di Energia da fonti rinnovabili. Lo scarso successo dell’intricato sistema per accedere agli incentivi si è visto dallo squilibrio di richieste pervenute per le due diverse modalità di incentivazione: richieste troppo esigue per le Aste e troppo numerose per i Registri.
“I dati emersi non sorprendono – ha commentato Agostino Re Rebaudengo, presidente di APER – ma anzi confermano le perplessità più volte formulate da APER in tutti i tavoli istituzionali, in occasione dei quali ha sostenuto che il quadro normativo, con l’introduzione di questi meccanismi, avrebbe inevitabilmente portato ad un forte rallentamento della crescita del settore”.
Tra i punti critici evidenziati dall’associazione, su cui si chiede l’intervento tempestivo del Governo, figurano l’accesso ai nuovi meccanismi incentivanti, il livello delle tariffe e l’inadeguatezza dei contingenti rispetto al mercato. Nello specifico:
- i Registri sono risultati troppo esigui visto che i contingenti previsti sono stati ampiamente superati dalle richieste pervenute;
- le Aste hanno registrato una scarsa partecipazione dovuta alle difficoltà dei meccanismi di accesso e alle possibilità di escussione delle garanzie senza giusta causa.
Il complicato sistema delle Aste e dei Registri per gli incentivi alle rinnovabili introdotto dal GSE non ha registrato molto successo: le aste infatti non hanno raggiunto il tetto massimo di 1.710 MW incentivabili, fermandosi ad appena 557 MW. Anche l’eolico on-shore non ha raggiunto il limite consentito di 550 MW, fermandosi a 442.
I Registri, scelti maggiormente rispetto alle aste, hanno registrato invece una maggiore partecipazione per tutte le fonti rinnovabili ad esclusione di geotermoelettrico e biomasse, per le quali il contingente del 2013 risulta pari all’intera potenza disponibile nel triennio. In totale si erano previsti per tutte le fonti 368 MW di potenza ma le richieste hanno superato i 594 MW.
Visto l’epilogo di queste due procedure l’APER ha dichiarato di mettersi a completa disposizione delle istituzioni per illustrare i correttivi necessari per non bloccare la crescita di un settore economico importante per la ripresa dell’Italia.
“I dati emersi non sorprendono – ha commentato Agostino Re Rebaudengo, presidente di APER – ma anzi confermano le perplessità più volte formulate da APER in tutti i tavoli istituzionali, in occasione dei quali ha sostenuto che il quadro normativo, con l’introduzione di questi meccanismi, avrebbe inevitabilmente portato ad un forte rallentamento della crescita del settore”.
Tra i punti critici evidenziati dall’associazione, su cui si chiede l’intervento tempestivo del Governo, figurano l’accesso ai nuovi meccanismi incentivanti, il livello delle tariffe e l’inadeguatezza dei contingenti rispetto al mercato. Nello specifico:
- i Registri sono risultati troppo esigui visto che i contingenti previsti sono stati ampiamente superati dalle richieste pervenute;
- le Aste hanno registrato una scarsa partecipazione dovuta alle difficoltà dei meccanismi di accesso e alle possibilità di escussione delle garanzie senza giusta causa.
Il complicato sistema delle Aste e dei Registri per gli incentivi alle rinnovabili introdotto dal GSE non ha registrato molto successo: le aste infatti non hanno raggiunto il tetto massimo di 1.710 MW incentivabili, fermandosi ad appena 557 MW. Anche l’eolico on-shore non ha raggiunto il limite consentito di 550 MW, fermandosi a 442.
I Registri, scelti maggiormente rispetto alle aste, hanno registrato invece una maggiore partecipazione per tutte le fonti rinnovabili ad esclusione di geotermoelettrico e biomasse, per le quali il contingente del 2013 risulta pari all’intera potenza disponibile nel triennio. In totale si erano previsti per tutte le fonti 368 MW di potenza ma le richieste hanno superato i 594 MW.
Visto l’epilogo di queste due procedure l’APER ha dichiarato di mettersi a completa disposizione delle istituzioni per illustrare i correttivi necessari per non bloccare la crescita di un settore economico importante per la ripresa dell’Italia.
