Focus esteri

Il solare termodinamico produce energia venduta a 7 cent al kWh

Grazie a due contratti PPA in Australia e a Dubai l’energia prodotta grazie al solare termodinamico è venduta a prezzi ultra-competitivi

Da circa un anno sono sorti due impianti che sfruttano il solare termodinamico e per i quali sono stati sottoscritti contratti PPA (di acquisto energetico) a prezzi bassissimi, nell’ordine dei 6-7 centesimi di dollaro per kWh; uno studio ha indagato sulle motivazioni che hanno portato alla stipula di contratti così vantaggiosi e sulle possibilità future di queste tecnologie da rinnovabili.
 
In Agosto e Settembre 2017 sono stati conclusi due accordi PPA con caratteristiche uniche. Il primo, di durata ventennale, è stato sottoscritto da SolarReserve, un’azienda statunitense, che si è impegnata ad acquistare dal Governo dell’Australia del Sud 125 MW di energia dei 150 MW prodotti dall’impianto solare termodinamico Aurora ad un prezzo massimo di 0,06 Dollari al kWh. Il secondo, invece, riguarda la stazione DEWA IV a Dubai, qui, per un periodo di 35 anni un consorzio formato da ACWA (azienda Saudita) e Shangai Power (azienda Cinese), si sono impegnate in un PPA che prevede l’acquisto di 700 MW ad un prezzo di 0,073 Dollari al kWh.
 
Questi due impianti, l’Aurora e il DEWA IV, sono rispettivamente il primo grande impianto solare termodinamico (dall’inglese CSP) d’Australia e la più grande stazione CSP al mondo e i contratti PPA che li coinvolgono sono in assoluto quelli con i prezzi di acquisto più bassi di sempre. Gli studiosi Johan Lilliestam e Robert Pitz-Paal hanno indagato sulle motivazioni che possono aver spinto alla stipula di contratti di questo genere, i vantaggi che ne possono derivare, la replicabilità di questi modelli in altri luoghi,  racchiudendo le proprie analisi in un articolo di ricerca intitolato “Concentrating solar power for less than USD 0.07 per kWh: finally the breakthrough?” (disponibile alla fine del testo).
 
Questi modelli di contratto, se riproducibili, sembra potrebbero rendere gli impianti CSP e l’energia che essi generano estremamente competitivi e vantaggiosi, potrebbero quindi essere l’input fondamentale per dare la spinta fondamentale all’evoluzione del mercato delle rinnovabili.
 
Secondo le stime e le valutazioni dei ricercatori l’impianto Aurora ha potuto stipulare un contratto a questi prezzi molto competitivi per via dell’abbassamento dei costi delle tecnologie CSP sviluppate da SolarReserve e grazie alla sussistenza di condizioni finanziarie particolarmente vantaggiose ottenute dagli investitori, in particolare legate al basso costo del denaro. Per rendere poi possibile ammortizzare le spese e garantire dei vantaggi aggiuntivi al gestore dell’impianto australiano il contratto PPA per Aurora ha lasciato libertà speculativa per 25MW prodotti dall’impianto. Questo quantitativo di energia infatti è disponibile per fornire energia nei periodi di massima richiesta sulla rete, nei momenti in cui l’energia tra l’altro ha un prezzo maggiore.
 
Tra le condizioni che hanno permesso la stipula di un contratto così competitivo per l’impianto DEWA IV ci sono: delle condizioni finanziarie vantaggiose dovute anche a delle economie di scala e, inoltre, la durata straordinaria del contratto che, in 35 anni, garantirà ricavi stabili al consorzio coinvolto. Tra l’altro anche questo contratto PPA lascia una parte della produzione elettrica alla gestione autonoma del consorzio ACWA-Shangai Power, in questo modo le aziende possono quindi trarre ricavi più vantaggiosi dai kW prodotti nelle fasce orarie libere dal PPA, cioè tra le 10 e le 16.

Secondo i ricercatori queste tipologie di accordi per impianti ad energia solare termodinamica sono moltiplicabili in altre parti del mondo, in particolare in luoghi con alto irraggiamento, con ambienti e nazioni stabili e con possibilità costante di accesso a capitali a basso costo. In questo senso sembrano essere particolarmente adatte l’Australia e il sud-ovest degli USA, così come l’Europa meridionale; considerando il livello di irraggiamento anche il Cile e il Sudafrica potrebbero essere territori particolarmente fertili per i CSP con bassi PPA purché si riescano a contenere e controllare i rischi finanziari delle operazioni.
 
Solo in futuro, considerando i risultati ottenuti dagli impianti Aurora e DEWA IV, si potrà comprendere se questi nuovi e rivoluzionari PPA sapranno stimolare il mercato del solare termodinamico portando alla creazione di impianti simili che permettano una commercializzazione più diffusa e più conveniente dell’energia da rinnovabili.
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