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La termografia e la la termocamera testo 870

Un valido supporto alla diagnosi degli impianti

DOCUMENTAZIONE DISPONIBILE

Categoria: Doc. Tecnica
Lingue: IT

La temperatura è il secondo parametro più misurato al mondo dopo il tempo. Tale importanza, attribuita a questo parametro, deriva dalla quantità di informazioni che il valore assoluto o differenziale di temperatura possono offrire. Le termocamere, oltre ad offrire entrambe le possibilità di rilevazione, consentono di poter vedere la temperatura superficiale degli oggetti e dei corpi che ci circondano. A contrario della luce visibile, la termocamera non ha bisogno di una sorgente luminosa naturale o artificiale per “vedere”. Con una termo camera, infatti è possibile visualizzare l’energia generata dagli oggetti. Poiché esiste una relazione tra questa energia (detta energia infrarossa) e la temperatura dell’oggetto stesso è possibile risalire al valore della temperatura in migliaia di punti, per un numero pari a quello dei pixel che compongono un’immagine. Per esempio una termocamera con sensore a matrice da 160x120 pixel ha la possibilità di misurare la temperatura in ben 19.200 punti, contemporaneamente e istantaneamente. Attribuendo poi a ogni valore rilevato una certa sfumatura cromatica, che richiami l’idea di caldo e freddo, è possibile vedere chiaramente come si distribuisce la temperatura. La possibilità di vedere ciò che è invisibile ai nostri occhi fa sì che una termocamera possa conferire a chiunque una sorta sorta di “superpotere”.
Grazie alla termografia è possibile eseguire collaudi, rilevare difetti e malfunzionamenti su diversi tipi d’impianto.

  

Ecco alcuni esempi:

Impianti di riscaldamento: ricerca perdite, localizzazione d’impianti murati/sottopavimento, ricerca di strozzature nelle serpentine, verifica degli scambiatori, individuazione di by-pass, verifica degli elementi radianti, verifica delle temperature di contatto delle canne fumarie/collettori/camere di combustione.

Impianti idraulici: visualizzazione di impianti sottotraccia (anche in materiale plastico), verifica del funzionamento dei motori elettrici delle pompe, localizzazione perdite (da vaschette, scarichi, condotte ecc.), localizzazione di condensa/umidità nei muri.

Impianti elettrici: Verifica serraggi, individuazioni dei contatti difettosi ad alta resistenza (punti caldi), identificazione di sovraccarichi, prevenzione incendi nei quadri, individuazione di squilibri di corrente, interruttori difettosi, giunzioni delle blindo sbarre, surriscaldamento dei condensatori, batterie, induttanze e trasformatori.

Impianti fotovoltaici: Individuazione di celle difettose, difetti di contatto, temperatura degli inverter, malfunzionamenti di stringhe, diodi di protezione e interi pannelli, infiltrazioni d’acqua causate dai tasselli di fissaggio delle staffe di sostegno.

Impianti di cogenerazione:
Verifica della temperatura dei collettori, verifica del corretto funzionamento dei cilindri nei motori a scoppio, livello di riempimento di taniche e serbatoi, temperature delle superfici di contatto, verifica dello stato di cuscinetti, cinghie e pulegge.
Impianti vapore: ricerca perdite, verifica delle valvole, degli scaricatori di condensa e di coibentazione.

Bruciatori e forni: Verifica dei refrattari e individuazione dei ponti termici e tenuta dei portelli.
L’efficacia di tale tecnologia in suddette applicazioni dipende sostanzialmente da due caratteristiche principali che differenziano i vari modelli di termocamere.

La risoluzione termica (NETD) si quantifica generalmente in gradi Kelvin e indica la minima differenza di temperatura rilevabile tra due pixel qualsiasi. Le moderne termocamere di Testo possono rilevare differenze impercettibili, comprese tra gli 80 mK (0,08°C) e i 30 mK (0,03°C), caratteristiche in grado di dare grande nitidezza alle immagini fin dai modelli più economici. Un’immagine nitida è anche più semplice da interpretare. Migliore è la risoluzione termica e maggiore è il numero di applicazioni in cui si può impiegare una termocamera. 

La risoluzione del sensore indica il numero di pixel di cui è dotato il sensore (120 x 160, 320x240 etc.). Relazionati questi all’angolo della lente montata su un modello specifico, si indica la risoluzione geometrica, ossia la capacità di apprezzare i dettagli ad una certa distanza. Poiché entra in gioco un parametro angolare, questa caratteristica si indica in radianti. Dire che una termocamera ha una risoluzione geometrica pari a 1 mrad (milliradiante) equivale a dire che alla distanza di un metro ogni singolo pixel copre la superficie di  1mm², a 10m coprirà 10mm² e così via. Il numero di pixel di cui si compone un’immagine è una caratteristica molto importante, soprattutto se si lavora a grandi distanze o su oggetti molto piccoli. Oltre a essere determinante per molte applicazioni, incide anche notevolmente sul  valore commerciale di una termocamera.
Recentemente Testo ha sviluppato e brevettato un ingegnoso algoritmo in grado di raddoppiare la risoluzione di tutti i modelli delle sue termo camere (160x120, 320x240 e 640x480), ad un costo accessorio decisamente contenuto. Ciò consente di ottenere immagini di alta qualità contenendo tuttavia i costi della tecnologia necessaria. Grazie alla Super Risoluzionione, come è chiamata questa tecnologia, si può arrivare ad avere immagini composte dal quadruplo dei pixel di che compongono il sensore, passando da  19.200 a 76.800 con un sensore da 160x120 pixel e di arrivare ad un massimo di  1.280x960 pixels ovvero 1.228.800 punti di misura con un sensore 640x480. Per le applicazioni più “spinte”con testo si può raggiungere una risoluzione geometrica di soli 0,26 mrad. Grazie alla Super Risoluzione in Testo si parla di caratteristiche proprie del mondo HD.

Un’altra caratteristica da non sottovalutare è data dalla gamma di misura della termocamera. Testo, grazie all’ampia gamma di prodotti  di cui dispone è in grado di coprire ogni esigenza compresa tra i -20 e i 1.200 °C.

Testo offre una vasta gamma di soluzioni per la termografia, partendo dalla pratica e intuitiva termocamera testo 870 che è stata sviluppata con l’aiuto di idraulici, muratori, manutentori e facility managers e creata proprio per le loro necessità di utilizzo – ad esempio per diagnosi degli impianti di riscaldamento, ponti termici o contatti elettrici surriscaldati.
Importante novità è che dal mese di febbraio 2015 saranno disponibili 2 nuovi kit  con speciali forniture a corredo della termocamera testo 870.

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Categoria: Doc. Tecnica
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