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Le regole di gestione degli impianti di riscaldamento domestico per l’inverno 2021

Un pratico riassunto delle norme che regolano il riscaldamento domestico con impianti a biomassa e non in Emilia Romagna

DOCUMENTAZIONE DISPONIBILE
Pronti ormai a un calo consistente delle temperature, conseguenza naturale della stagione autunnale, torna centrale la problematica dell’inquinamento atmosferico, risaputamene causato in larga parte dal settore del riscaldamento. Oltre ai più diffusi sistemi di riscaldamento domestico alimentati con combustibili fossili, nel settore residenziale sono sempre apprezzate le caldaie e le stufe, che permettono l’utilizzo delle biomasse come combustibile naturale e rinnovabile.
 
Questi apparecchi, tuttavia, hanno livelli di emissioni di polveri sottili (PM10) ben più elevati rispetto alle caldaie a metano o a gasolio, soprattutto se non gestiti adeguatamente. Basti pensare che, mentre una caldaia a metano produce 0,2 grammi di PM10 per Giga Joule di combustibile bruciato, un caminetto aperto ne produce ben 860 grammi.

Nonostante ciò, le biomasse sono un’alternativa apprezzabile alle fonti fossili, dal momento che nel tempo è possibile apprezzare un bilancio energetico e ambientale della produzione e consumo di prodotti dal legno. Il rispetto dall’ambiente tuttavia ci impone di mettere in atto tutte le precauzioni possibili per limitare l’inquinamento prodotto.

ANCI Emilia Romagna, ARPAE e la Regione Emilia Romagna hanno realizzata un volantino che riassume le regole PAIR per la tutela della qualità dell’aria, le regole CRITER per la sicurezza ed efficienza energetica degli impianti termici e gli incentivi messi a disposizione dal Conto Termico per la messa a norma degli impianti.
 
Prima regola, valida per tutti i Comuni tranne quelli montani e in zone con altitudine superiore a 300 mt, è il divieto di utilizzo di caminetti aperti, che può essere ovviato mettendo a norma i caminetti chiudendoli con appositi inserti, incentivabili grazie al Conto Termico 2.0, che prevede un rimborso del 65% della spesa sostenuta.
 
Nel territorio dell’Emilia Romagna e del Veneto, ma anche in altre Province, al di sotto dei 300 metri di altitudine è vietato anche l’utilizzo di generatori a biomassa (stufe, caminetti chiuse, cucine e caldaie) con classificazione fino a due stelle. Inoltre, in occasione di allerta smog nei Comuni interessati alle misure emergenziali è vietato l’utilizzo di impianti di riscaldamento a biomassa con classificazione fino a tre stelle.

In ultima istanza, attenzione particolare va fatta alla tipologia di combustibile legnoso da utilizzare. La normativa di settore prevede che per le caldaie a pellet di potenza inferiore ai 35 kW sia obbligatorio l’utilizzo di pellet certificato UNI EN ISO 17225-2.
 
Nel territorio Emiliano infine è imposto l’obbligo di mantenere la temperatura in casa entro i 20°C (19° in caso di allerta smog) e di effettuare l’iscrizione al CRITER, il Catasto Regionale Impianti Termici, per tutti gli impianti a biomassa con potenza superiore a 5 kW
Di seguito mettiamo a disposizione per il download il volantino prodotto da ANCI Emilia Romagna, riassuntivo di tutte le regole da applicare agli impianti termici per il riscaldamento domestico, a biomassa e non, per la stagione invernale 2021.
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