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Come ripartire con le attività dei cantieri? OICE chiede ulteriori chiarimenti

I professionisti OICE chiedono al Governo degli ulteriori chiarimenti per la gestione della sicurezza nei cantieri con la riapertura

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Quanti dubbi e quante incertezze: la fase 2 ha fatto sorgere moltissime domande in tutti i settori produttivi dal momento che è difficile capire come gestire il ritorno al lavoro nel rispetto delle prescrizioni per la sicurezza; problematiche particolarmente valide anche per il settore edile e per le attività dei cantieri.
 
OICE, Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica, e in particolare la OICE Academy, hanno elaborato delle “Proposte per la “Fase 2”e la gestione della sicurezza nei cantieri” che sono state trasmesse al Governo, al Parlamento, alla Task Force di Colao, all’ANAC e all’Istituto Superiore per la sanità.
 
Alle proposte OICE, disponibili alla fine del testo, ha lavorato un gruppo di project manager, di direttori lavori e coordinatori della sicurezza di società associate, professionisti esperti che lavorano, oggi, in alcuni dei più importanti cantieri aperti nel nostro Paesi.
 
Nel testo si sottolinea la necessità di approvare delle indicazioni cogenti che si spingano oltre ad un approccio puramente generale, che scendano invece in maggiori dettagli. Si esplicita la richiesta al legislatore affinché vengano organizzati e messi a disposizione dei presidi sanitari capillari sul territorio nazionale, si crei una filiera produttiva nazionale di dispositivi di protezione individuale (DPI) che permetta di assicurare la disponibilità di DPI e termoscan in ogni cantiere, scongiurando così il blocco delle attività appena riavviate.
 
Una delle richieste più importanti è relativa ai maggiori costi che dovranno essere sostenuti da tutti gli attori coinvolti nel processo costruttivo (CSE, DL, Appaltatore e Committenza) per l’adeguamento alle prescrizioni di sicurezza che sono state imposte in seguito all’emergenza da Covid-19. Per questo motivo nel documento è stata avvallata la proposta che questi costi vengano considerate varianti e si pensi a sostenerli con un fondo apposito.
 
Al fine di individuare con maggiore precisione i costi derivanti dai compensi professionali addizionali per il CSE si è chiesto di introdurre un meccanismo per calcolarli.
Si chiede inoltre di esplicitare le modalità di aggiornamento di PSC, della redazione delle procedure, degli adempimenti che spettano all’Appaltatore e degli aggiornamenti dei POS e del loro coordinamento.
 
OICE chiarisce quindi, in un documento di 11 pagine, tutte quelle prescrizioni tecniche per cui – secondo gli esperti di settore – è necessario fornire chiarimenti e approfondimenti, in modo da agevolare la ripresa delle attività dei cantieri, affinché ciascuno dei professionisti coinvolti abbia piena chiarezza dei propri oneri e della nuova burocrazia generata dalla situazione attuale.
 
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