Focus Efficienza Energetica

25.11.2013
Questo articolo ha più di 3 anni

Efficienza energetica: un’opportunità che l’Italia non può mancare

CNAPPC e Legambiente pubblicano un documento condiviso per sollecitare il governo a favorire l’efficienza energetica e intercettare i fondi europei.
L’Italia sta sprecando un’occasione importante, quella dell’efficienza energetica, ed è del tutto impreparata a cogliere le opportunità offerte dall’Europa: la denuncia arriva da un documento condiviso dal CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori) e Legambiente, diffuso nei giorni scorsi, dal titolo “Efficienza energetica in edilizia: dalle promesse ai cantieri”.

Nonostante le parole del presidente di Enel Group, Gianluca Comin, che giovedì scorso ha riferito alla commissione Ambiente e Attività Produttive della Camera, sottolineando che l’efficienza energetica potrebbe generare un volume di affari di 350 miliardi (2 punti di Pil) e generare 200mila posti di lavoro, l’Italia, ancora una volta, non sembra preparata a cogliere questa importante occasione.

Il nostro paese possiede infatti un patrimonio edilizio residenziale la cui età media è superiore ai 50 anni ma, mentre negli altri paesi dell’Unione è in corso un dibattito nazionale sul recepimento della Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica, che prevede la consegna di un piano d’azione a Bruxelles entro il 2014, da Roma ancora non arriva alcun segnale.

Quelle di Legambiente e CNAPPC sono solo le ultime due - autorevoli - voci che individuano nella riqualificazione energetica del patrimonio la soluzione per uscire dalla crisi dell’edilizia, il settore più colpito, che negli ultimi anni ha visto un vero e proprio processo di deindustrializzaione, con un calo del volume di affari che arriva al 50% in alcune regioni.

Cogliere le opportunità offerte dalla nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 e dalle Direttive sull’efficienza energetica dovrà essere quindi un imperativo categorico: secondo il documento di CNAPPC e Legambiente, infatti, i fondi che si potrebbero mobilitare arriverebbero a circa 7 miliardi. Una bella boccata di ossigeno per le aziende strangolate dalla crisi.