Focus Incentivi
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Ecobonus 65%: presentata risoluzione per la stabilità della detrazione
L'impegno chiesto al Governo prevede anche l'ampliamento degli interventi incentivabili, includendo il patrimonio edilizo pubblico, e l'estensione a più soggetti
L’ecobonus 65% applicato agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici è un’opportunità da non perdere sia per gli addetti ai lavori, per il rilancio del settore costruzioni, sia per gli stessi cittadini, per sfruttare benefici economici e migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni.
Con questo obiettivo nei giorni scorsi è stata presentata in Commissione Ambiente la risoluzione Realacci sugli Ecobonus, un documento bipartisan sottoscritto non solo dal Pd ma anche da esponenti del Pdl, del M5S, Scelta Civicas e gruppo misto.
Il documento chiede al Governo il rafforzamento delle politiche ambientali e di quelle legate all’edilizia sostenibile, dirette soprattutto agli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato italiano, settore per cui l’Italia ha assunto chiari impegni con le istituzioni internazionali.
Per fare questo il documento bipartisan chiede misure chiare e dirette da inserire nel disegno di legge di stabilità 2014. Questi gli obiettivi chiesti dalla risoluzione:
- dare stabilità all’ecobonus 65%;
- inserirlo nel quadro normativo complessivo delle agevolazioni fiscali “Avendo cura di garantire, in ogni caso - si legge nel testo - un effettivo vantaggio agli interventi volti alla riqualificazione energetica e alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, tenendo fermo a tal fine l’attuale parametro normativo che prevede una differenza di 15 punti percentuali fra l’agevolazione fiscale in parola (ecobonus) e quella riconosciuta per gli ordinari interventi di ristrutturazione edilizia”;
- estendere la detrazione 65% a più soggetti;
- pubblicizzare di più la detrazione in modo che i cittadini siano consapevoli delle opportunità fiscali attualmente disponibili. Una recente inchiesta di Domotecnica ha infatti rilevato che è bassa tra i cittadini la conoscenza degli incentivi fiscali 65%: solo un terzo del campione di intervistati ha infatti dichiarato di conoscere l’ecobonus;
La risoluzione chiede inoltre di ampliare gli interventi che possono usufruire della detrazione 65%, includendo:
1. interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico;
2. interventi di riqualificazione energetica di edifici inter i
3. interventi di consolidamento antisismico di edifici in zone ad alta pericolosità non rientranti nelle zone 1 e 2
4. interventi di consolidamento antisismico di beni immobili strumentali
Si attendono ora le mosse del Governo, che dovrà considerare l’importanza che le detrazioni fiscali hanno per il rilancio dell’economia delle costruzioni: se non verranno prese ulteriori misure per rendere strutturale la detrazione 65%, l’ecobonus tornerà dall’1 gennaio 2014 al 36%, percentuale resa strutturale nel 2012.
Con questo obiettivo nei giorni scorsi è stata presentata in Commissione Ambiente la risoluzione Realacci sugli Ecobonus, un documento bipartisan sottoscritto non solo dal Pd ma anche da esponenti del Pdl, del M5S, Scelta Civicas e gruppo misto.
Il documento chiede al Governo il rafforzamento delle politiche ambientali e di quelle legate all’edilizia sostenibile, dirette soprattutto agli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato italiano, settore per cui l’Italia ha assunto chiari impegni con le istituzioni internazionali.
Per fare questo il documento bipartisan chiede misure chiare e dirette da inserire nel disegno di legge di stabilità 2014. Questi gli obiettivi chiesti dalla risoluzione:
- dare stabilità all’ecobonus 65%;
- inserirlo nel quadro normativo complessivo delle agevolazioni fiscali “Avendo cura di garantire, in ogni caso - si legge nel testo - un effettivo vantaggio agli interventi volti alla riqualificazione energetica e alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, tenendo fermo a tal fine l’attuale parametro normativo che prevede una differenza di 15 punti percentuali fra l’agevolazione fiscale in parola (ecobonus) e quella riconosciuta per gli ordinari interventi di ristrutturazione edilizia”;
- estendere la detrazione 65% a più soggetti;
- pubblicizzare di più la detrazione in modo che i cittadini siano consapevoli delle opportunità fiscali attualmente disponibili. Una recente inchiesta di Domotecnica ha infatti rilevato che è bassa tra i cittadini la conoscenza degli incentivi fiscali 65%: solo un terzo del campione di intervistati ha infatti dichiarato di conoscere l’ecobonus;
La risoluzione chiede inoltre di ampliare gli interventi che possono usufruire della detrazione 65%, includendo:
1. interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico;
2. interventi di riqualificazione energetica di edifici inter i
3. interventi di consolidamento antisismico di edifici in zone ad alta pericolosità non rientranti nelle zone 1 e 2
4. interventi di consolidamento antisismico di beni immobili strumentali
Si attendono ora le mosse del Governo, che dovrà considerare l’importanza che le detrazioni fiscali hanno per il rilancio dell’economia delle costruzioni: se non verranno prese ulteriori misure per rendere strutturale la detrazione 65%, l’ecobonus tornerà dall’1 gennaio 2014 al 36%, percentuale resa strutturale nel 2012.
