Dossier tecnico

14.05.2014

Unità di ventilazione residenziali con recupero di calore: come valutarle

Breve guida alla scelta delle unità di ventilazione per il progettista


Le unità di ventilazione residenziali con recupero di calore differiscono molto tra di loro, per tipologia costruttiva, per funzionalità e per prestazioni.

In questo Dossier Tecnico vedremo come distinguere le diverse macchine e come valutarle in base alle diverse tipologie costruttive e dei componenti, ma anche in base alle diverse funzionalità e prestazioni. Un’analisi completa di questo tipo di macchine, tenendo conto degli ultimi sviluppi tecnologici e normativi.

 

STRUTTURA

La struttura dell’unità è un aspetto fondamentale e ne determina le caratteristiche di isolamento termico e acustico. L’isolamento termico influenza fortemente l’efficienza complessiva dell’unità ed è necessario per evitare ponti termici, causa di condense superficiali sull’involucro dell’unità, pericolose per l’abitazione e per l’unità stessa. L’isolamento acustico interno all’unità determina il comfort acustico degli occupanti dell’abitazione, aspetto essenziale per una centrale di ventilazione che nasce per funzionare 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana.

La struttura può essere di lamiera di metallo semplice con materassino isolante, oppure di lamiera a doppia pannellatura con all’interno materiale isolante (generalmente EPS, cioè polistirolo, o lana di vetro/roccia o schiuma di poliuretano espanso), oppure di EPP (polipropilene espanso) autoportante, oppure di EPP rivestito di lamiera.

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La struttura di lamiera semplice è poco costosa e semplice da realizzare ma presenta caratteristiche di isolamento termico e acustico molto limitate. I ponti termici presenti sono tanti, importanti ed inevitabili. Nessun prodotto di qualità utilizza ormai questo sistema.

 
 

La struttura in doppia pannellatura da un discreto grado di isolamento termico e acustico, è robusta, non prevede investimenti e facilita la pulizia interna. D’altro canto, i ponti termici localizzati sono inevitabili, in particolare nei punti in cui la lamiera esterna è a contatto con quella interna. Inoltre il flusso dell’aria non è ben accompagnato come può essere nelle strutture in EPP e questo genera forti turbolenze e di conseguenza inefficienze e rumore. La raccolta e lo scarico della condensa, nel lungo periodo, frequentemente genera dei problemi, con la condensa che si genera sulle pareti metalliche e scorre finendo negli interstizi della lamiera, gocciolando all’esterno dell’unità e/o compromettendo (a volte facendo ammuffire) l’isolante tra i pannelli. Inoltre, non essendo visibile il materiale isolante all’interno dei pannelli, se durante il processo produttivo ci sono degli errori di riempimento questi genereranno importanti problemi di qualità e di ponti termici. Infine, la tenuta (ovvero la capacità di ridurre al minimo le perdite interne ed esterne) è sempre un aspetto critico, in particolare per la durata nel tempo delle guarnizioni.

La struttura in EPP (polipropilene espanso) autoportante garantisce un ottimo grado di isolamento termico e acustico, senza ponti termici verso l’esterno (tranne che per i collegamenti ai raccordi dei condotti verso la rete di distribuzione se questi non vengono progettati opportunamente). Di solito questa tipologia di struttura viene studiata per migliorare il flusso dell’aria al suo interno, riducendo le turbolenze. La raccolta e lo scarico della condensa, così come la tenuta sono ottimali. Purtroppo, per ottenere una struttura autoportante, in particolare per le unità di grandi dimensioni, la densità dell’EPP deve essere tenuta durante il processo produttivo ad un livello molto elevato e questo riduce fortemente sia l’isolamento termico che quello acustico.

La struttura in EPP (polipropilene espanso) rivestito di lamiera garantisce il miglior grado in assoluto di isolamento termico e acustico. Unisce i vantaggi sia della lamiera che dell’EPP. La struttura portante esterna è infatti in lamiera (garantendo robustezza e facilità installativa) mentre la parte interna a contatto con i due flussi d’aria è fatta di solo EPP. Anche in questo caso viene migliorato il flusso dell’aria al suo interno, riducendone le turbolenze e la raccolta e la raccolta e lo scarico della condensa, così come la tenuta, sono ottimali. Rispetto alla struttura in EPP autoportante, però, viene stampato con la densità ideale che ne massimizza sia l’isolamento termico che quello acustico.


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