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29.05.2015
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Decreto Rinnovabili: anche ANIE Rinnovabili presenterà una proposta di modifica

ANIE invierà al MiSe, tramite Confindustria, le proprie osservazioni in merito alla bozza del Decreto Rinnovabili. L'organizzazione ha rilevato, principalmente, la riduzione degli incentivi, lo scarso ritorno economico e l'attribuzione di poche risorse ai settori in crescita.
Anche ANIE Rinnovabili si dimostra discordante con quanto contenuto nel Decreto Rinnovabili, infatti presenterà al MiSE nei prossimi giorni, tramite Confindustria, il proprio documento di proposte.

Organizzazione di categoria tra le maggiori del sistema di Confindustria, ANIE Rinnovabili accoglie numerose associazioni del settore elettrotecnico ed elettronico, e ha presentato pochi giorni fa al Comitato Energia di Confindustria le proprie note e osservazioniin merito al Decreto Rinnovabili.

Innanzitutto, ANIE rileva che la bozza del decreto rinnovabili riduca gli incentivi, renda impossibili un ritorno economico e la finanziabilità dei progetti e non valuti l’eventuale sviluppo delle fonti rinnovabili nel tempo. Tutto ciò con il rischio di modificare il mercato delle fonti rinnovabili in modo non indifferente.

Inoltre, secondo ANIE, la bozza del decreto evidenzia un calo nell’assegnazione delle risorse al settore del mini idroelettrico, mini eolico e termodinamico, settore che nel nostro Paese incidono fortemente sia dal punto di vista occupazionale, che dal punto di vista tecnologico.

Emilio Cremona, Presidente di ANIE Rinnovabili, ha affermato: “Le poche industrie delle fonti rinnovabili non fotovoltaiche che riescono a continuare l’attività in questo momento di difficoltà, sono un comparto basato su una filiera prevalentemente italiana che, nell’ultimo quinquennio, ha generato importanti ricadute industriali e occupazionali, oltre ad essere riuscito a penetrare sui mercati export grazie all’eccellenza delle soluzioni tecnologiche sviluppate. Questa filiera continua ad investire in nuove tecnologie nonostante l’instabilità del sistema incentivante e le continue rivisitazioni degli ultimi due anni. Spiace quindi constatare nella bozza di decreto del MISE la scarsa conoscenza del livello industriale raggiunto dai FER e delle conseguenti ricadute occupazionali del comparto industriale. Come Confindustria siamo massimamente impegnati a tutelare le industrie che con così grande fatica sono rimaste attive in Italia”.

Si attende, dunque, un riscontro da parte del MiSE, con la convinzione di ANIE che il nuovo decreto possa generare, fino al 2016, nuove installazioni per 1200 MW. Chiaramente solo se modificato correttamente.