Focus Efficienza Energetica

21.05.2018
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Condizionatori d’aria: in 30 anni triplicherà la domanda di energia

Uno studio IEA analizza l’evoluzione del settore dei condizionatori d’aria: si prevede una diffusione che potrebbe provocare una “crisi del freddo”
In base alle stime contenute in un recente studio dell’International Energy Agency nei prossimi trent’anni si sperimenterà un consistente aumento della domanda energetica che sarà provocato in gran parte dalla sempre più ampia diffusione dei condizionatori d’aria nelle abitazioni private e negli uffici, questa previsione impone quindi con grande urgenza l’esigenza di politiche energetiche che consentano il miglioramento dell’efficienza nel settore del raffrescamento.
 
Nel nuovo report IEA intitolato “the Future of Cooling” si sottolinea infatti che se si proseguisse sulla strada attuale senza l’introduzione di nuovi standard di efficienza, la grande crescita della domanda di energia per il raffreddamento porterebbe il mondo ad una crisi del freddo – cold crunch.
 
Si prospetta infatti che nel giro di un trentennio i condizionatori passeranno da 1,6 miliardi a 5,6 miliardi e  la domanda di energia per alimentarli triplicherà. Per rispondere a quest’esigenza energetica si prevede che sarà necessaria una capacità elettrica pari a quella che registrano congiuntamente gli Stati Uniti, l’UE e il Giappone oggi.
 
Oggigiorno l’energia utilizzata per alimentare condizionatori e ventilatori corrisponde a un quinto dell’energia totale consumata, ma il miglioramento degli standard abitativi e dei salari in alcune nazioni in via di sviluppo combacerà con l’aumento della richiesta di energia per il condizionamento. I dati IEA prevedono quindi che il raffreddamento arriverà ad essere la seconda fonte di domanda di energia elettrica dopo il settore industriale entro il 2050, e diventerà inoltre uno dei più forti driver per l’edilizia.
 
Per evitare o limitare in parte questa evoluzione è fondamentale valutare il livello di efficienza delle apparecchiature per il condizionamento, sarebbe infatti d’uopo venissero stabiliti degli standard obbligatori di rendimento energetico in quanto anche oggi i condizionatori venduti in Europa sono mediamente più efficienti del 25% rispetto a quelli prodotti in Cina o negli USA.
 
Il rapporto IEA oltre ad analizzare le previsioni per i prossimi anni individua anche delle azioni politiche chiave per affrontare questi cambiamenti: l’individuazione di standard minimi di rendimento energetico e l’introduzione di misure come l’imposizione dell’etichettatura potrebbero più che raddoppiare l’efficienza energetica media dello stock di apparecchi AC, permettendo così di evitare il bisogno di nuove infrastrutture elettriche.
 
Misure come queste potrebbero provocare anche dei vantaggi economici: si potrebbero infatti risparmiare fino a 2.9 miliardi di dollari in carburante, investimenti e costi operativi che altrimenti andrebbero sostenuti per rispondere all’inarrestabile aumento della domanda di energia per l’alimentazione dei condizionatori d’aria.