Focus Efficienza Energetica

06.11.2014
Questo articolo ha più di 3 anni

CDP, nel 2014 investiti 3,4 miliardi di euro in sostenibilità dalle aziende italiane

Secondo i dati presentati ieri a Milano da CDP, le aziende italiane hanno investito 3,4 miliardi di euro nel 2014 per mitigare il proprio impatto ambientale.
CDP, organizzazione internazionale no-profit che opera nel campo della rendicontazione ambientale, ha presentato ieri a Milano presso Borsa Italiana il rapporto 2014 “Tackling climate change – Recent developments in the strategic vision of Italian companies”, dal quale è emerso che le aziende italiane scelgono la sostenibilità anche in tempo di crisi.

Sulla base dei dati forniti da un centinaio di aziende italiane (+15% le partecipanti rispetto alle precedenti edizioni) circa le loro emissioni dirette e indirette in atmosfera e le iniziative a sostegno del cambiamento climatico, CDP ha stilato una classifica delle imprese nazionali di successo per ridotto impatto ambientale.

In quanto a performance a favore del clima e dell’ambiente, fra le più virtuose sono annoverate CNH Industrial, Gruppo Fiat-Chrysler, Intesa Sanpaolo, Italcementi e YOOX Group, tutte con rating A.

In quanto a rendicontazione ambientale, invece, figurano Pirelli, Buzzi Unicem, CNH Industrial, ENEL, Eni, Gruppo Fiat-Chrysler, Italcementi, Snam, STMicroelectronic, Telecom Italia e YOOX Group.

Risultati certo incoraggianti per l’Italia che, come affermato ieri in occasione degli Stati Generali della Green Economy a Rimini, ha già fatto enormi progressi in materia di crescita verde, soprattutto a livello macro, riducendo le emissioni di CO2 di circa il13% dal 2005 ad oggi: protagoniste proprio le imprese nazionali, che hanno investito ben 3,4 miliardi di euro (+ 27% rispetto al 2013) in attività di riduzione e mitigazione del proprio impatto sul cambiamento climatico.

Un approccio integrato di mitigazione e adattamento, ha sostenuto ieri Sergio Castellari, intervenuto nella sessione pomeridiana degli Stati Generali della Green Economy dedicata al protocollo di Parigi 2015, che significa aumentare l’efficienza energetica e l’uso di tecnologie low-carbon e no-carbon, ridurre i sussidi concessi alle attività legate ai gas serra e modificare gli stili di vita e i comportamenti della popolazione mondiale.

Dal rapporto emerge comunque un quadro confortante per il Paese: quasi l’80% delle imprese italiane sembra infatti essere sempre più consapevole che essere “Green” e ridurre le emissioni conviene al proprio business; secondo il 90% degli imprenditori italiani, come affermato ieri a Ecomondo 2014 anche Edoardo Ronchi, la Green Economy è affine al made in Italy e l’ambiente non è più un limite allo sviluppo ma un’opportunità di profitto.

Servono dunque delle politiche aziendali e governative sul “lungo periodo”, come affermato da Steve Tebbe, Managing Director CDP per l’Europa, contrariamente all’atteggiamento tipico delle imprese italiane, che continuano a preferire investimenti sul breve periodo, dal beneficio più immediato in termini ambientali ed economici, ma ancora poco consistente e significativo.