Focus Incentivi
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Biomasse: secondo il PAN entro il 2020 produrranno quasi la metà dell´energia rinnovabile
Il DM del 6 luglio scorso sulle energie rinnovabili può essere uno strumento di sviluppo per la cogenerazione a biomasse solide.
Ne è convinto Davis Zinetti, amministratore delegato di Uniconfort, azienda veneta leader mondiale nella produzione di caldaie a biomasse solide, secondo cui “leggi come queste si devono proporre di rilanciare e aiutare un settore, ma anche di governarne la crescita orientandola alla qualità: un obiettivo che questa norma ha raggiunto”.
La qualità della legge sta nel fatto di vincolare l’erogazione degli incentivi a determinati criteri d’accesso, regolando in questo modo il mercato. A beneficiare delle agevolazioni sono gli impianti di cogenerazione a biomasse solide, che hanno una ricaduta positiva sull’economia locale, mentre sono previsti bonus per la filiera corta e per gli impianti piccoli e virtuosi (caratterizzati da basse emissioni, buona efficienza energetica e affidabilità tecnologica). Secondo il nuovo decreto saranno destinati incentivi anche per l’utilizzo di prodotti e derivati agroforestali (incentivando così il riutilizzo degli scarti di produzione).
Le prospettive future per le biomasse solide sono rilevanti: secondo il PAN (Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili) infatti entro il 2020 ben il 45% dell’energia rinnovabile dovrà arrivare dalle biomasse e, di queste, il 60% sono solide (legno, pellet, cippato).
Il settore italiano dedicato alle biomasse solide ad oggi conta 13.600 aziende con oltre 5 miliardi di euro di fatturato e, a differenza dell’eolico e del fotovoltaico, può vantare una produzione totalmente made in Italy per quanto riguarda gli impianti e le tecnologie: “Solo i combustibili purtroppo provengono per lo più dall’estero – ha sottolineato Zinetti – ma solo perché in Italia manca ancora una vera cultura di buona gestione dei 10 milioni di ettari di patrimonio forestale”.
Ne è convinto Davis Zinetti, amministratore delegato di Uniconfort, azienda veneta leader mondiale nella produzione di caldaie a biomasse solide, secondo cui “leggi come queste si devono proporre di rilanciare e aiutare un settore, ma anche di governarne la crescita orientandola alla qualità: un obiettivo che questa norma ha raggiunto”.
La qualità della legge sta nel fatto di vincolare l’erogazione degli incentivi a determinati criteri d’accesso, regolando in questo modo il mercato. A beneficiare delle agevolazioni sono gli impianti di cogenerazione a biomasse solide, che hanno una ricaduta positiva sull’economia locale, mentre sono previsti bonus per la filiera corta e per gli impianti piccoli e virtuosi (caratterizzati da basse emissioni, buona efficienza energetica e affidabilità tecnologica). Secondo il nuovo decreto saranno destinati incentivi anche per l’utilizzo di prodotti e derivati agroforestali (incentivando così il riutilizzo degli scarti di produzione).
Le prospettive future per le biomasse solide sono rilevanti: secondo il PAN (Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili) infatti entro il 2020 ben il 45% dell’energia rinnovabile dovrà arrivare dalle biomasse e, di queste, il 60% sono solide (legno, pellet, cippato).
Il settore italiano dedicato alle biomasse solide ad oggi conta 13.600 aziende con oltre 5 miliardi di euro di fatturato e, a differenza dell’eolico e del fotovoltaico, può vantare una produzione totalmente made in Italy per quanto riguarda gli impianti e le tecnologie: “Solo i combustibili purtroppo provengono per lo più dall’estero – ha sottolineato Zinetti – ma solo perché in Italia manca ancora una vera cultura di buona gestione dei 10 milioni di ettari di patrimonio forestale”.
