Gli speciali

La climatizzazione nelle strutture ospedaliere

Intervista

La pulizia negli impianti aeraulici degli ospedali. Garantire la salute dei pazienti e migliorare l’efficienza

Intervista a Natale Botti,

Responsabile Tecnico Commerciale Indoor Ambiente

Nelle strutture ospedaliere, dove i pazienti normalmente sono più soggetti, rispetto ad individui sani, ad infezioni e problematiche di qualsiasi tipo, dovute ad agenti contaminanti nell’aria, la manutenzione e la pulizia degli impianti aeraulici è un’operazione fondamentale per la tutela dei pazienti stessi.  Operazione che, purtroppo, spesso viene sottovalutata o dimenticata.

In questa intervista Natale Botti, Responsabile Tecnico Commerciale Indoor Ambiente, concessionario unico del sistema Collom per la pulizia delle condotte aerauliche, ci spiega perché è così importante e come andrebbe effettuata.

Ing. Botti, perché la pulizia degli impianti aeraulici è molto importante nelle strutture ospedaliere?

«Le strutture ospedaliere rientrano nella categoria dei cosiddetti “ambienti confinati” e cioè quegli ambienti dove l’aria che circola viene gestita interamente dal sistema aeraulico il quale, tramite le UTA (Unità di trattamento aria), provvede ad immettere l’aria esterna di rinnovo, a filtrarla e a trattarla dal punto di vista termoigrometrico, per garantire la giusta temperatura ed umidità relativa. Infine, le UTA distribuiscono l’aria tramite la rete di condotte in modo capillare a tutti gli ambienti facenti parte della struttura ospedaliera.
E’ facilmente intuibile che l’aria distribuita negli ambienti viene anche respirata ed è perciò fondamentale la sua salubrità per la salute degli utenti sia in ambienti tradizionali (aree di lavoro, ospitalità, commerciali, etc…) sia nelle strutture ospedaliere, dove i pazienti hanno difese immunitarie basse per le patologie correlate. L’obiettivo di garantire una corretta IAQ (Qualità dell’aria interna) viene raggiunto solo con un costante monitoraggio delle caratteristiche igienico-sanitarie del sistema aeraulico ed una precisa manutenzione che preveda anche la pulizia e sanificazione delle UTA e della rete delle condotte di distribuzione dell’aria con periodicità costante».

Quali sono le difficoltà maggiori che riscontrate nella pulizia dei condotti?

«Generalmente il problema maggiore nelle strutture ospedaliere consiste nel dover effettuare l’operazione di pulizia delle condotte ad impianto di condizionamento spento ed ambienti senza persone all’interno, per cui è necessaria una programmazione organizzativa non sempre agevole. Questa difficoltà è parzialmente compensata dalla rapidità della nostra tecnologia COLLOM che, essendo completamente endoscopica ed autopropulsiva e compiendo con la stessa operazione sia la pulizia che la sanificazione delle condotte, ha una velocità di intervento tale che consente di ridurre fortemente il fermo operativo dei reparti trattati».

Ci vuole raccontare, brevemente, un episodio avvenuto sul campo, mentre eseguiva un intervento all’interno di una struttura ospedaliera?

«Guardi, di episodi da raccontare ce ne sono tanti, il più ecclatante riguarda un’importante struttura nazionale dove, in fase di studio per programmare l’intervento di pulizia e sanificazione dell’intero sistema aeraulico, nel procedere alla videoispezione delle condotte scoprimmo che non solo queste erano molto sporche, ma l’isolamento coimbente era interno e costituito da un materassino di lana di roccia con il rivestimento superficiale sfaldato che quindi causava il distacco continuo di microfibre che, trasportate dall’aria andavano a diffondersi negli ambienti sommandosi agli effetti negativi dell’inquinamento delle condotte. Inutile dire che questa è la situazione più grave che si possa verificare sia in ambienti tradizionali che, a maggior ragione, in strutture ospedaliere. Purtroppo questa tipologia di isolamento, tipica negli impianti degli anni 80/90 è ancora molto presente e l’unica soluzione che noi adottiamo è di incapsulare il rivestimento sfaldato con una resina vetrificante e sanificante che rende di nuovo integra e asettica la superficie interna delle condotte. Questo procedimento è particolarmente agevole con la nostra tecnologia poiché, essendo totalmente endoscopica, raggiunge l’intera rete del sistema con tempi di esecuzione molto rapidi».

Quali sono le tipologie d’installazione da evitare per facilitare una corretta pulizia?

«Gli accorgimenti da tenere presente per facilitare un’agevole operazione periodica di pulizia e sanificazione delle condotte sono in realtà molto semplici e da prevedere fondamentalmente in sede progettuale.
Innanzitutto bisognerebbe evitare il più possibile l’installazione di condotti flessibili. Essi sono il luogo ideale di accumulo di sporcizia e contaminanti poiché hanno sempre percorsi angolati che, sommati alla superficie interna spiralata, favoriscono questo fenomeno dannoso: sono inoltre molto difficili da pulire in modo soddisfacente. Infatti le prescrizioni della NADCA (National Air Duct Cleaners Association), il nostro punto di riferimento operativo per questo servizio in qualità di associati AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici), prevedono addirittura la sostituzione dei flessibili in sede di pulizia della rete aeraulica. I nostri operatori impiegano molto tempo quando si trovano in presenza di molti tratti di condotte flessibili poiché queste vanno pulite esclusivamente a mano.
Un altro accorgimento da adottare in sede progettuale è quello di prevedere l’ubicazione e l’installazione, già durante la costruzione dell’impianto, dei varchi di accesso all’interno delle condotte in posizioni strategiche per accedere a tutti i vari rami dei percorsi, riportandone l’ubicazione nelle planimetrie costruttive finali e dotandoli di sportelli stagni costruiti a norme UNI. Questi varchi dovrebbero già essere utilizzati in sede di consegna al cliente dell’impianto, il quale deve essere assolutamente consegnato con le condotte pulite, sanificate e dotate della relativa certificazione igienico-sanitaria come previsto dalle normative e dalle varie linee guida emesse dal Ministero della Salute. Purtroppo oggi questa operazione di pulizia di pre-consegna non viene quasi mai compiuta con l’aggravante che l’impianto inizia la sua vita già contaminato in modo grave poiché le condotte in sede di installazione sono sempre state depositate e montate nell’area di cantiere, inquinata da polvere e residui di lavorazione vari (calcinacci, vernici, solventi, etc)».

La normativa è molto restrittiva nel campo della pulizia dei canali d’aria, spesso per i costi elevati gli operatori preferiscono saltare o allungare i tempi tra i vari trattamenti, le nuove strumentazioni disponibili hanno aiutato ad una diminuzione dei costi dei trattamenti?

«Effettivamente i costi della pulizia periodica dei canali d’aria sono abbastanza elevati poiché i tempi di lavorazione sono notevolmente lunghi ed il costo predominante è quello inerente la mano d’opera specialistica.
Sul mercato esistono vari sistemi che si riducono a due categorie: quello dello spazzolamento meccanico, che si avvale di un sistema di spazzole rotanti semplici o installate su robot con ruote che percorrono il tragitto della rete di condotte spazzolando le superfici interne preventivamente messe in aspirazione per evacuare i residui asportati, e quello ad aria compressa come il COLLOM che tramite una sonda alimentata ad aria compressa ad alta pressione genera un cosiddetto “coltello d’aria rotante” autopropulsivo che percorre in modo endoscopico tutta la superficie delle condotte sia in orizzontale che verticale fino a tre piani e relativi cambi di direzione e sezione asportando tutti i sedimenti che vengono convogliati in un ciclone generato da un apposito sistema di aspirazione. Conclusa questa fase lo stesso equipaggiamento ripete il percorso effettuato irrorando sulle superfici un prodotto sanificante in forma di nebulizzazione. Poiché, come già detto, il costo del trattamento è direttamente proporzionale ai tempi di lavorazione, il sistema COLLOM è di gran lunga il più economico poiché è velocissimo e non necessita di interventi suppletivi sulla struttura impiantistica».


Avete mai notato un aumento della resa delle unità di trattamento dell’aria dopo la pulizia dei condotti?

«Certamente. La pulizia delle condotte, unitamente alla corretta pulizia dei filtri e delle batterie di scambio termico delle UTA comporta una significativa diminuzione della resistenza che incontra il flusso dell’aria generato dal ventilatore di mandata e quindi del carico di energia erogata dallo stesso per garantire il corretto funzionamento del sistema. Il risultato è facilmente verificabile osservando il valore dell’assorbimento elettrico del motore del ventilatore di mandata prima e dopo la bonifica. Oltretutto, essendo il suddetto motore quasi sempre asincrono, l’abbassamento della corrente assorbita comporta necessariamente anche un abbassamento consumo di potenza attiva in kwh.
Un altro aspetto importante legato alla pulizia delle condotte riguarda il pericolo d’incendio in quanto i sedimenti depositati sulle superfici interne sono infiammabili e quindi costituiscono un pericolo reale di propagazione accelerata in caso di incendio».